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Pisa

Sale in auto e minaccia conducente con un fucile

Sale in auto e minaccia conducente con un fucile

Arrestata dalla polizia una donna russa per ricettazione e sequestro di persona Nascondeva sotto una pelliccia l’arma esibita al momento di aprire lo sportello

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PISA. Una volta gli autostoppisti alzavano il pollice di una mano per chiedere un passaggio agli automobilisti. Un’abitudine ormai tramontata e che non è stata ripristinata da una russa di 40 anni, con precedenti per droga, che andava in giro con un fucile nascosto sotto la pelliccia.

Un “equipaggiamento” che la donna ha utilizzato per ottenere in modo poco urbano uno strappo in auto: ha mostrato l’arma a un automobilista fermo a un semaforo sulla Tosco Romagnola a Navacchio e si è fatta accompagnare a Riglione. Il tempo di scendere dalla macchina ed è stata arrestata dalla polizia per sequestro di persona, porto abusivo di arma comune da sparo, ricettazione e minaccia aggravata. Il fatto è avvenuto lunedì sera ed è stato reso noto ieri dalla questura che non ha diffuso il nome della donna.

È il giorno della vigilia di San Silvestro quando al centralino del 113 arriva la telefonata di un uomo, di 74 anni, di Pisa, che racconta la sua disavventura. Mentre è fermo al volante della sua auto al semaforo di Navacchio lungo la via Tosco Romagnola, una donna entra nella sua macchina aprendo lo sportello del lato passeggero. Indossa una lunga pelliccia di colore scuro e gli ha intimato di portarla a Riglione a casa di un’amica. Solo che accompagna l’ordine aprendo la pelliccia per far vedere il fucile che in un primo momento aveva nascosto. Dopo aver chiarito la portata della minaccia sistema l’arma sotto le gambe dell’anziano. Il pensionato non oppone resistenza eseguendo alla lettera la richiesta imposta dalla donna. Una volta arrivata a Riglione, la russa scende dall’auto ordinando all’anziano di non avvisare le forze dell’ordine. Poi si allontana portando con sé l'arma. Il 74enne chiama, però, il 113 e diverse volanti si precipitano nel luogo della chiamata. La donna è ancora in zona. La trovano, nascosta dietro a un muretto, con l'arma, rubata nel marzo 2013 in provincia, ancora occultata sotto la pelliccia. La bloccano e quando le chiedono perché giri con un fucile non dà una spiegazione plausibile. Dopo averla identificata, i poliziotti vanno nella casa dove la donna vive con il marito.

Conclusa la perquisizione domiciliare i poliziotti se ne vanno con un secondo fucile ad aria compressa, anche quello rubato, e 44 cartucce. Armi e munizioni vengono sequestrati e la 40enne finisce al Don Bosco.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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