Il Tirreno

Pisa

Le Terme fanno il pienone nei ristoranti va così così

di Pierluigi Ara e Monia Badalamenti
Le Terme fanno il pienone nei ristoranti va così così

Bilancio delle feste. A Bagni di Pisa sarà tutto esaurito fino alla Befana mentre nei locali clienti in calo a Natale e ripresa per il cenone di Capodanno

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SAN GIULIANO. Un anno di crisi da dimenticare il 2013? Non del tutto per alcuni ristoratori e albergatori della zona.

San Giuliano. che hanno registrato un incremento di clientela durante le festività, in particolare per il Capodanno. Tutti gestori e proprietari di attività tra le più amate su TripAdvisor (recensioni implacabili dei viaggiatori sul web) sulle 33 presenti del territorio sangiulianese.

Hotel delle Terme. Con le nuove strutture termali aperte lo scorso settembre ha dovuto arginare le prenotazioni, come spiega Thomas Parenti, direttore di Bagni di Pisa Spa: «Abbiamo registrato il tutto esaurito fino alla Befana, e per le giornate termali e il cenone di San Silvestro abbiamo dovuto limitare gli ingressi per garantire la qualità dei servizi». Si è trattato di un 10% in più rispetto al 2012 per l’Hotel e quindi di utenza interna (con pernottamenti e ristorazione); ma si parla del 20% circa per quanto riguarda le visite dal territorio: coppie o gruppi di amici attratti dai percorsi benessere del Centro termale.

Osteria Pasta e Vino. Soddisfatti anche i proprietari di quest’osteria che hanno riempito il locale per il cenone, mentre lamentano il calo di clienti a Natale rispetto agli anni scorsi: «Da 53 persone del Natale di tre anni fa a 20 del 2013». Il locale offre piatti elaborati con materia prima a Km 0. «Noi – dice Virgilio, proprietario e chef dell’Osteria – puntiamo alla qualità e al giusto rapporto con il prezzo, per questo accettiamo solo un certo numero di prenotazioni. San Giuliano – continua Virgilio - è un paese dormitorio».

La Piaggia. Fa eco Enrico Bartolucci del casale “La Piaggia” di Campo (1° su TripAdvisor), un agriturismo che, nato come B&B nel 2000, si è trasformato da qualche anno in agriturismo con produzione propria di olio e un’offerta di pernottamento e ristorazione di 15 posti: «Per noi - dice -non è andata bene perché i turisti vanno a Pisa e non a San Giuliano che non ha una identità come località turistica».

Le Arcate. Per il Natale anche il ristorante “Le Arcate” di Pugnano nota una certa difficoltà rispetto agli anni scorsi nell’arrivare a riempire il locale, mentre registra il tutto esaurito per il cenone. «È la prima volta – chiarisce la proprietaria – che non si vedono le classiche tavolate delle famiglie che si riuniscono a Natale».

L’Arte del Bere. Contenti i proprietari di questa enoteca aperta da pochi anni e situata alla Fontina: «Ci aspettavamo un Natale nero – afferma il proprietario – invece è andata bene grazie alle aziende che hanno richiesto più pacchi natalizi per i loro doni rispetto al 2012. Forte diminuzione invece delle richieste dei privati». Tutti sono d’accordo su un punto: San Giuliano negli anni scorsi aveva incominciato un percorso di valorizzazione del territorio, oggi non ha un’identità e, afferma Bartolucci: «la tassa di soggiorno che noi esigiamo dai turisti e versiamo al Comune venga reinvestita nella promozione turistica».

Calci. L’ultimo giorno dell’anno, quasi ovunque, locali pieni, ma non affollatissimi. Così sul monte pisano e così a valle. «Noi abbiamo registrato il completo – fa sapere Paolo degli Innocenti, deus ex machina de Le Porte, sul Monte Serra – la vasta clientela, che ci segue con ammirevole fedeltà, non ci ha tradito per San Silvestro nonostante la crisi economica generale. Nnon ha voluto mancare al passaggio del testimone dal 2013 al 2014».

Conventino. «Nel mio ristorante – fa eco Manuela Bonanni, titolare del Conventino, a Tre Colli – abbiamo ospitato tanta gente. Il prezzo era fissato a 55 euro. Buona musica solo in sottofondo. In passato mandavamo via un certo numero di persone. Stavolta è rimasto libero un tavolo per sette». «Purtroppo – aggiunge la responsabile del Conventino – non sono potuti esserci i pensionati del Centro anziani perché troppo pochi. Così Renzo Meucci, che aveva indetto l’evento, lo ha dovuto annullare. Il fatto è che ci sono pochi soldi specie nelle tasche di chi è avanti con l’età».

La Vecchia Pieve. «Abbiamo lavorato a pieno regime – a parlare è Alessio Canu, de “La Vecchia Pieve”, nel centro del paese. Da noi ci volevano 45 euro. Tutto esaurito mentre a Natale era andata meno bene. Visti i tempi, siamo soddisfatti». Michele Tozzini, che è anche presidente del centro commerciale, riferisce: «Al mio Barrino abbiamo contato alcune decine di avventori. La quota era 40 euro. Atmosfera giusta della festa, senza eccessi. Il senso della misura ci ha contraddistinto». Nelle diverse realtà i prezzi hanno oscillato dai 35 euro de “I Cristalli” ai 50 euro a “La Cantina di Jo”. Note positive al “Pozzo di San Vito” di Adriano Sartini e Luca Rossi. Strapieni, infine, gli agriturismi e i B&B, a cominciare da villa Buieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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