Il Tirreno

Pisa

Serchio, c’è sempre il rischio alluvione

di Giovanni Parlato
Serchio, c’è sempre il rischio alluvione

Con la cancellazione dell’Autorità di Bacino (quasi certa), i sindaci lanciano l’allarme: «Ci sono ancora tanti lavori da fare»

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VECCHIANO. L’incarico del segretario dell’Autorità di Bacino del Serchio, Raffaello Nardi, è al momento in una posizione di stand-by . Tra gennaio e inizio febbraio, il ministro dell’ambiente Andrea Orlando farà sapere se rinnoverà l’incarico al professore (stessa sorte per Gaia Checcucci, a capo dell’Autorità di Bacino dell’Arno). Ma tutto sembra essere avviato verso una cancellazione dell’Autorità di Bacino del Serchio che confluirà in un mega istituto, il “Distretto idrografico dell’Appennino settentrionale”. Il nuovo Distretto che vorrebbe istituire il ministero dell’Ambiente include, oltre al Serchio, anche l’Arno, il Magra e una parte dell’Emilia e delle Marche

Contro questa conclusione si schiera Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano, che lancia un allarme «perché il Serchio fa ancora paura e i lavori per mettere il fiume in sicurezza sono ancora molti. Con l’istituzione delle Provincie che dovrebbero essere cancellate e la sparizione dell’Autorità di Bacino del Serchio mancheranno sul territorio quelle presenze locali in grado di programmare gli interventi e gestire situazioni di crisi».

Il primo cittadino afferma «di non farne una questione di poltrone» in quanto quello che sta a cuore suo e della comunità che rappresenta è la sicurezza idrogeologica poiché la ferita dell’alluvione del Serchio di Natale 2009 è sempre aperta. «Bisogna capire che il fiume non è ancora in sicurezza e molte sono le opere da fare. I territori dei comuni di Vecchiano e San Giuliano sono la parte terminale del Serchio e sono i territori in cui i rischi di esondazione sono maggiori. Fra i lavori che dovrebbero essere eseguiti cito solamente il rialzamento e l’allargamento degli argini. Inoltre, a questo si aggiunge l’inserimento delle palancole le quali impediscono il cedimento dell’argine. Tutti lavori da fare insieme al rialzamento di tre ponti: Ripafratta, Pontasserchio e Migliarino».

All’allarme lanciato dal sindaco di Vecchiano si aggiunge anche quello lanciato da Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano. Ogni qual volta si crea una situazione di pericolo come il passaggio di una piena, i due sindaci diventano importanti riferimenti per le istituzioni. «Siamo come delle sentinelle sul territorio», afferma Panattoni il quale anche durante la piena della scorsa settimana alle 6 del mattino era nel suo ufficio in contatto sia con la Prefettura che con la Provincia di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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