Il dolore
Piazze da salvare è scattato l’allarme
Vettovaglie, timidi segnali di un’inversione di tendenza
PISA. Piazza delle Vettovaglie e piazza Gambacorti, il cuore del centro storici pisano accomunate da un lento e inesorabile degrado. Luoghi simbolo del commercio, soprattutto alimentare a partire dai tradizionali banchi di frutta e verdura, ormai da diversi anni si sono trasformati in aree ad esclusivo uso e consumo della movida. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, senza considerare il rischio microcriminalità.
Ma adesso qualcosa sembra muoversi per invertire la deriva. In piazza Vettovaglie sono scesi in campo i rappresentanti di "In lista per Pisa" con una serie di proposte, mentre per piazza Chiara Gambacorti la Confesercenti ha proposto l'adozione.
Pulizia e sicurezza. Sono questi i cardini dell'azione che la lista del vicesindaco Ghezzi chiede al Comune. «Un programma in due fasi - spiegano i rappresentanti di "In lista per Pisa" - per una sistemazione definitiva della zona attraverso, tra l’altro, un piano del commercio e dei mercati e un presidio di sicurezza». Una dozzina gli interventi: dalla rimozione di tutte le scritte e le affissioni abusive nel quartiere in modo sistematico alla realizzazione immediata di bagni pubblici presidiati in piazza S. Omobono, dalla manutenzione immediata delle pavimentazioni stradali e dell’illuminazione, fino alla presenza di un presidio della polizia municipale su tre turni, nella speranza di uno notturno da parte di polizia e ai carabinieri. «I segnali che finalmente si può invertire la rotta, seppur timidi, ci sono - dice Davide Ricoveri, esponente della lista di Ghezzi e coordinatore Confesercenti per la piazza - I commercianti si sono rimboccati le maniche iniziando dalla grande iniziativa dell'ottobre 2012 con tutte le autorità, il prefetto e il questore. Crediamo ancora nelle nostre attività e vogliamo far capire che la piazza non vive solo di notte».
Ricoveri vede anche un riavvicinarsi degli italiani verso attività che erano monopolio degli stranieri, leggi minimarket. «In piazza ci sono ancora macellerie e alimentari tradizionali, senza dimenticare i banchi di ortofrutta - aggiunge - Dobbiamo ripartire da qui per far tornare i pisani. Alcune attività gestite da stranieri sono in difficoltà e timidamente gli italiani stanno facendo sondaggi per rientrare. Una riqualificazione del mercatino della mattina deve essere un altro passo». E il rapporto con i residenti? Conclude Ricoveri. «Mi hanno chiamato dopo l'annuncio del nostro progetto di riqualificazione. Si augurano che vada in porto nell'interesse di tutti».
Adotta la piazza. «Siamo pronti ad adottare piazza La Pera per rilanciarla a livello commerciale con iniziative mirate. Un po' come abbiamo iniziato a fare in piazza Dante con il mercatino del riuso». Questo il commento di Giulio Garzella, coordinatore area pisana di Confesercenti, dopo la lettera ufficiale inviata a Palazzo Gambacorti con la richiesta di adozione della piazza e di Bagni di Nerone. «Sono molte le iniziative straordinarie su area pubblica - spiega ancora Garzella - che però spesso non danno risalto alle aree della città meno conosciute e meno frequentate ma, ugualmente belle e degne di essere valorizzate. Con l'adozione vorremmo creare una sorta di circuito cittadino per spalmare gli eventi in modo da coinvolgere tutto il centro». Senza dimenticare uno spazio bellissimo come Bagni di Nerone, all’ingresso dell’asse commerciale partendo da Borgo Largo e non lontano da piazza dei Miracoli, collegata da via Maffi.
«Noi ci candidiamo fin da ora all’adozione di questi due spazi garantendone l’utilizzo a fini promozionali. Ovviamente - conclude Garzella - se l’amministrazione comunale condividesse questa nostra proposta e la volesse far propria, intendo come già avviene per giardini e rotatorie aprire un bando pubblico per una maggiore trasparenza, noi aderiremo partecipandovi».
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