La manifestazione
Garibaldi e i rumori, Dante si è svuotata
S. Paolo a Ripa d’Arno patisce la chiusura della chiesa, piazza dei Cavalieri soffre movida e inciviltà
PISA. Non soffre solo piazza delle Vettovaglie a Pisa, ma tanti altri larghi, piazzette e aree che spesso sono il cuore pulsante della vita cittadina. “La piazza luogo dell’incontro e della memoria” non a caso fu indimenticata traccia dell’esame di maturità nel 2001. Nel testo che segue cerchiamo di riassumere le criticità maggiori registrate nel centro storico e non solo, invitando i lettori a segnalarne di nuovi o in qualche modo a “votare” quello che ritengono il problema più grave.
Garibaldi. Estremo del ponte di Mezzo sul lato di Tramontana, merita senza dubbio una menzione speciale; esperimento sociale tra i più arditi, mescola in egual misura residenti, esercizi commerciali e punti di ritrovo giovanile, tanto che diventa il luogo d’appuntamento più facile, raggiungibile e comprensibile per i frequentatori di Pisa: «Ci vediamo a piazza Garibaldi». A volte teatro di aspri contrasti tra chi vuole dormire la notte e chi, al contrario, vuole fare baldoria; altre si trasforma in terreno neutro per cercare un dialogo, come il 28 novembre scorso quando 500 persone hanno ballato tutta la notte con le cuffie wifi per non disturbare. Resta l’esasperazione di chi vive ai piani alti, dove la particolare conformazione geografica amplifica il rumore. Qualche giorno fa un comitato di cittadini ha lanciato la provocazione: «Il sindaco abbia il coraggio di andare fino in fondo e vieti alla residenza questa piazza».
Gambacorti. Per i pisani è piazza della Pera; disfida sui nomi a parte, anche qui non si scherza con gli effetti acustici: l’arco d’ingresso a nord dà la sensazione di stare al centro della piazza a chi lascia la finestra aperta. Ma non è l’unico inconveniente: la repressione in piazza delle Vettovaglie ha causato un piccola migrazione degli spacciatori, che ora sono dediti ai loro commerci a poca distanza da dove esercitavano prima. Risultato? Di giorno si spaccia vicino ai bimbi che giocano a pallone (fenomeno assente in Vettovaglie), di notte non sono rare risse e rese dei conti con coltelli.
San Paolo a ripa d’Arno. Prima che l’omonima chiesa fosse sigillata perché a rischio crollo, la piazzetta antistante pullulava di vita: mercatini, incontri rionali e adolescenti ai primi amori. Le cancellate al luogo di culto hanno provocato lo svuotamento della piazza (?) ora attraversata solo da sporadici proprietari di cani che, incoraggiati dalla desolazione, tolgono il guinzaglio ai loro “amici”: due aggressioni di pitbull nel 2013 (una a un bambino e una a un collie), per fortuna senza conseguenze.
Dante. Eroici tentativi di feste, mercati del riuso o dell’artigianato non hanno invertito la tendenza e i negozi continuano a chiudere. Una data scritta nelle menti di tutti: 29 maggio 2012, giorno di chiusura della Sapienza per criticità strutturali. Dall’oggi al domani quasi diecimila persone al dì sparite e un “buco nero” aperto in città.
Cavalieri. Chi aveva puntato sui lavori per la pavimentazione, è rimasto deluso: non solo la chiusura della piazza a spicchi (lotti) non ha scoraggiato gli habitué della movida, ma ha addirittura stimolato i creativi. Quanti prima si limitavano a comprare birre al supermercato e rivenderle di notte a prezzo maggiorato, ora propongono – a chi non vuole camminare – cocktail serviti per strada, in barba alle più elementari norme igieniche. Senza contare che le nuove mattonelle saranno anche bellissime, ma una volta macchiate, lo restano per sempre.
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