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Pisa

Commerciante si uccide nella sua azienda

Commerciante si uccide nella sua azienda

All’origine del dramma non ci sarebbero crisi finanziarie, ma problemi personali e familiari

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SANTA CROCE SULL’ARNO.

Prima di uscire di casa e andare nel capannone di una delle sue società un commerciante di pellami di 37 anni, residente a Santa Croce sull’Arno e originario della Campania, ha scritto un biglietto per i familiari in cui chiede scusa per il suo gesto. Poi, ormai deciso a farla finita, si è recato in azienda, in un luogo che conosceva bene, a Castelfranco di Sotto e si è tolto la vita impiccandosi. A trovarlo, l’altra sera dopo lunghe ricerche, è stata la sorella, anche lei commerciante e titolare di un negozio a Santa Croce sull’Arno. L’uomo non aveva un telefono cellulare e questo ha reso le ricerche più complicate. Quando la donna è entrata nel capannone per il fratello non c’era più niente da fare. Inutili i soccorsi, altrettanto vana ogni richiesta di aiuto con la disperazione che può avere una sorella davanti a una scena terribile.

Sul posto sono arrivati i carabinieri di Castelfranco di Sotto per ricostruire gli ultimi momenti di vita del giovane commerciante che non deve essere riuscito a reggere il peso della fine del suo matrimonio e quello dei sempre più pressanti problemi di lavoro.

La vittima aveva due società con la madre e la sorella che erano state poste in liquidazione perché in crisi. Due società a responsabilità limitata: la prima chiusa un anno fa e la seconda da pochi mesi. Nessuno in famiglia aveva mai notato segni di un possibile cedimento psicologico da parte del commerciante che, dopo la separazione, era tornato a vivere insieme alla madre e alla sorella. Non risulta che il commerciante fosse in particolari difficoltà economiche anche se aveva se si era trovato nella condizione di dover chiudere due aziende. Fin dai momenti successivi alla tragedia il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, ha seguito la vicenda tenendosi in contatto con il colonnello dei carabinieri Angelo De Luca e con il vicesindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti e il sindaco di Santa Croce sull’Arno Osvaldo Ciaponi. Si temeva un nuovo dramma dovuto alla crisi economica che sta mettendo in ginocchio numerose aziende. Secondo quanto accertato dall'Arma, la famiglia non si sarebbe mai rivolta agli sportelli territoriali né al servizio di ascolto e sostegno. «La condizione che ha portato al gesto estremo sembrerebbe riconducibile più a fattori personali o familiari» ha confermato il prefetto che ha manifestato la disponibilità del "Servizio di ascolto", se sarà richiesto dalla famiglia, ad occuparsi del caso.

Si tratta di un “Servizio di ascolto e sostegno" istituito a settembre scorso a Pisa per i soggetti che si trovano in situazioni di disagio originate da motivi economici o comunque riconducibili alla situazione di crisi continua a riunirsi per la trattazione dei casi particolari non potuti risolvere dagli sportelli territoriali.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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