Il dolore
Misericordia, secco no alla cassa integrazione
I sindacati definiscono tardiva e inaccettabile la proposta dell’Arciconfraternita «La richiesta doveva partire dal 25 ottobre e non dal primo gennaio prossimo»
PISA. Respinta al mittente dai sindacati la proposta di cassa integrazione in deroga presentata dai vertici della Misericordia.
«Tardiva e inaccettabile» viene definito da Cgil, Cisl, Uil e Cobas il piano formalizzato il 23 dicembre dall’Arciconfraternita con la revoca dei licenziamenti e la richiesta di cassa integrazione a partire dal primo gennaio.
Ieri mattina in Provincia attorno a un tavolo si sono seduti di nuovo i rappresentanti sindacali, un funzionario della Regione, l’assessore provinciale al Lavoro, Anna Romei e quello comunale alle Attività Produttive, David Gay. Grande assente la Misericordia sulla cui proposta le parti convocate erano chiamate a esprimersi.
Il no dei sindacati si basa su ragioni tecniche.
«Una proposta tardiva e inaccettabile, così come giudichiamo negativamente l'assenza della controparte che in questo modo a precluso qualunque tipo di discussione e confronto» è la premessa delle organizzazioni sindacali confederali e dei Cobas.
Secondo i sindacati l'accordo lascerebbe scoperto dalla richiesta di cassa integrazione in deroga il periodo che intercorre dalla data di licenziamento dei lavoratori (il 24 ottobre scorso) al 1° gennaio 2014, giorno a partire dal quale la Misericordia si sarebbe impegnata a richiedere l’ammissione ai benefici.
Per Cgil, Cisl, Uil e Cobas «una proposta ragionevole avrebbe dovuto comportare una richiesta di deroga a partire dal 25 ottobre. Tuttavia l'accordo contiene al suo intento il preciso intendimento della Misericordia di slittare semplicemente in avanti il licenziamento dei lavoratori, senza indicare alcun impegno per una futuro reimpiego degli stessi».
Luca Lotti e Simone Matteucci dei Cobas della Misericordia aggiungono: «Inoltre, nella proposta non viene neppure indicata la rotazione della cassa integrazione. Siamo all’ignoranza della legge. Il rischio è che salti tutto. La proposta della Regione era chiara e quella andava seguita senza creare periodi non coperti. La legge sulla Cig poi è diventata più restrittiva a partire dal 2014. Dal primo gennaio non conviene più ricorrere a questo ammortizzatore sociale».
Alcuni lavoratori, dato il lungo periodo di assenza di retribuzione, stanno già accedendo all'indennità di disoccupazione Aspi (assicurazione sociale per l’impiego), mentre altri hanno avviato azioni legali per impugnare il licenziamento.
«Ci risulta che i conti correnti della Misericordia siano bloccati proprio per effetto delle cause intentate dai lavoratori che attendono stipendi e liquidazioni – precisano i sindacalisti dei Cobas –. Misericordia ha presentato con settimane di ritardo questa proposta, quando già a novembre c'erano le condizioni per firmare la cassa integrazione in deroga. Per questa ragione, pur auspicando un nuovo incontro, proseguiranno le azioni legali intraprese da ciascun dipendente licenziato».
Regione, Provincia e Comune hanno convenuto di «essere profondamente preoccupate per l'evolversi della situazione, esprimendo rammarico per l'assenza della Misericordia e confermando tuttavia la completa disponibilità ad aggiornare il tavolo ad eventuali novità nell'interesse dei lavoratori».
Sono ex dipendenti dell’Arciconfraternita 34 lavoratori, mentre sono rimasti in organico in 23 per i servizi di emergenza del 118 e quello delle onoranze funebri.
Pietro Barghigiani
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