Proteste
Note di pace dal concerto di Betlemme
Il pisano Enrico Catassi tra gli organizzatori della manifestazione per conto dell’associazione “For Life and Peace”
PISA. «Betlemme ha festeggiato il Natale con decine di migliaia di turisti giunti da mezzo mondo. Non accadeva da un decennio, da prima della Seconda Intifada. La piazza della Mangiatoia e la basilica gremite all’inverosimile. Un’atmosfera di gioia, dopo tanti anni è tornato il sorriso e la speranza in questo lembo di terra martoriato». La descrizione è di Enrico Catassi, 42enne pisano, già responsabile dell’ufficio del Sistema Regionale della Cooperazione internazionale, di ritorno da Betlemme, dove ha collaborato all’organizzazione del Concerto di Natale a cura dell’Associazione Concert For Life and Peace: un evento culturale promosso dagli enti locali italiani e con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, a pieno titolo inserito tra i principali eventi artistici per le celebrazioni del Santo Natale in Terra Santa.
Catassi è, per l’associazione, il coordinatore dei rapporti tra autorità palestinesi ed italiane. Da dodici anni frequenta la Palestina, territorio pieno di storia e di tragedie. Ha vissuto a lungo a Gerusalemme, conoscendo la realtà di quei luoghi in tutti i suoi complessi aspetti, a cominciare dalla paura ad uscire nelle strade. Nelle sue parole sui festeggiamenti in piazza per Natale traspare sorpresa ed emozione. Ma sa bene che la situazione resta al limite. Dalla chiesa di Santa Caterina nella Natività il patriarca latino di Gerusalemme ha lanciato, nella notte della vigilia di Natale, un accorato appello per una soluzione giusta ed equa del conflitto israelo-palestinese. «I negoziati però - dice Catassi - sino ad oggi non hanno prodotto nessun passo in avanti. Nemmeno un minimo risultato utile. Mentre Betlemme stava festeggiando il Natale, Israele per precauzione ha dislocato batterie anti-razzo nel deserto del Neghev, al confine con la striscia di Gaza».
Questo viaggio per la tredicesima edizione del concerto è stata l’occasione per ricordare la prima volta in Palestina. «Entrai nella città del Natale per la prima volta in una caldissima mattina d’agosto, era il 2002 - dice Catassi -. Arrivai al check point che delimitava il confine tra Israele e Territori Palestinesi Occupati; i giovani soldati israeliani impedivano ai palestinesi l’accesso alla città santa di Gerusalemme. Nella collina di fronte a Betlemme era in costruzione un nuovo insediamento colonico. Lungo la strada per l’Erodion, decine di ruspe e camion ammassavano materiale edile, la forza lavoro era tutta o quasi palestinese. Il muro di separazione non esisteva, c’era il filo spinato a tagliare i brulli terreni. I colpi d’arma da fuoco riecheggiavano lontano, a scadenza ritmica. Passare il “confine” ed entrare in Palestina era complicato, ma ancor più noioso e snervante erano l’uscita e il ritorno a Gerusalemme. Nella città culla del cristianesimo c’era desolazione, qualche miliziano armato agli angoli delle strade principali. I negozi di souvenir erano quasi tutti chiusi, le vetrine sprangate dietro verdi saracinesche d’acciaio. Ai muri scritte a bomboletta nera o rossa, sparsi ovunque manifesti con stampati i volti dei martiri della causa palestinese».
Una differenza su tutte rispetto ai giorni scorsi: «Turisti e pellegrini si potevano contare sulla dita di una mano. Negli anni a seguire poche migliaia di persone varcarono la porta della Natività a Betlemme. Alla messa di Natale partecipava qualche centinaio di persone. C’era tensione nell’aria, il conflitto israelo-palestinese era in una fase d’intensa violenza. Betlemme attraversava uno dei periodi più drammatici della sua storia. Il sottoscritto ha avuto la fortuna o sfortuna di averli vissuti in prima persona. Spesso narrati nelle cronache inviate ai vari giornali, radio o tv. Mantenendo sempre un legame forte con la mia città e con i miei amici più cari. A partire da Gino Nunes, che ricordo con tanto affetto a pochi mesi dalla sua prematura scomparsa: per la pace in Medio Oriente, da presidente della Provincia di Pisa tanto ha fatto e insegnato a tutti».
L’esperienza di Catassi in Terra Santa è approdata nel 2006 alla collaborazione per l’organizzazione del Concerto di Natale da Betlemme. In passato hanno partecipato artisti di fama internazionale. «Indimenticabile, almeno per il sottoscritto - dice - la performance di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti nel 2011. Suonarono nella Natività, in una chiesa di Santa Caterina affollata. Applauditissimi». Questa tredicesima edizione del concerto “For Life and Peace” ha invece trovato cornice nell’Università di Betlemme, nella splendida cappella recentemente restaurata. Il programma musicale della serata ha spaziato dal jazz al pop, con alcune delle canzoni più tradizionali del periodo natalizio. In scena l’orchestra dei Virtuosi Italiani, le voci del soprano Enas Massalha e dal tenore John Rodger, il sax di Federico Mondelci. Il bandoneon di Daniele Di Bonaventura ha accompagnato la tromba di Paolo Fresu. «Note perfette, altissime - conclude Enrico Catassi - che da Betlemme si sono alzate in cielo per augurare al mondo un buon Natale 2013».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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