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LA LETTERA / Se una gattina asciuga le lacrime del mio dolore

LA LETTERA / Se una gattina asciuga le lacrime del mio dolore

La tragica notte del 20 settembre 2011 in cui mia figlia ci ha lasciato a 21 anni in seguito a un tragico incidente stradale, Nina è stata l'ultimo essere vivente che lei ha salutato e baciato

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La tragica notte del 20 settembre 2011 in cui mia figlia ci ha lasciato a 21 anni in seguito a un tragico incidente stradale, Nina è stata l'ultimo essere vivente che lei ha salutato e baciato.

Nina è una splendida gatta certosina di sette anni che Francesca aveva fortissimamente voluto e che io le avevo comprato durante uno dei tanti viaggi fatti insieme. Nel corso centrale di Città di Castello vide questo esserino in un vetrina che saltava sui rami di un albero finto e se ne innamorò all'istante. Io, più di lei e così portammo a casa Nina, "la gatta umbra".

Come tutti i gatti, Nina scelse subito Francesca come la persona a cui donarsi; divennero compagne di giochi, di sonni e di abbracci. Dopo la scomparsa di Francesca è stata un mese senza trovare pace, inquieta, andava da una parte all'altra della casa e usciva ma poi tornava e ricominciava un percorso senza meta che comunque concludeva nella camera della sua amica che però non trovava e così via.

Un certo giorno che non ricordo, Nina ha individuato un'altra persona con cui dormire e condividere le fusa, mia madre. E questa è scelta è durata per l'intero, breve periodo in cui il dolore per la perdita di Francesca ha consentito a quest'ultima di sopravvivere. Così ancora una volta la micia si è sentita persa e nel giro di un mese ha di nuovo scelto a chi donare il proprio affetto e ha scelto me.

Dal marzo del 2012 Nina mi si è letteralmente abbarbicata, come l'edera a un muro, e io la amo con tutto l'amore che si deve volere a un animale che si è deciso di inserire in famiglia. Fin qui forse non ho detto niente di nuovo per chi ama i gatti ma aggiungerò una cosa che, almeno nel mio caso (e io sono un persona che ama i gatti dalla nascita perché i miei genitori me li hanno sempre fatti avere in casa come componenti effettivi della famiglia), è stata motivo di massimo stupore.

Quando il dolore esce attraverso lacrime che mi bagnano il viso e Nina si trova nei paraggi, anche se dorme, si muove, viene sulle mie gambe (se non c'è già) e lecca le lacrime sul mio viso fino a quando non si accorge che non ce ne sono più.

Poi mi osserva e io la accarezzo e riesco a trovare un po' di quiete perché nei suoi occhi vedo lo sguardo della mia bimba e della mia mamma ed è come se mi dicessero: "Smetti di piangere e fatti forza; noi siamo con te". Come farei, adesso, senza Nina!

Maria Adele Gambini

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