Il Tirreno

Pisa

Venti dipendenti disertano il brindisi

di Pierluigi Ara

Gran parte degli impiegati del Comune di Calci hanno deciso di boicottare la festa d’auguri per solidarietà a un collega

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CALCI. Venti dipendenti del Comune di Calci - per protesta - non andranno allo scambio di auguri in Municipio, previsto per la tarda mattinata di oggi. L’appuntamento è stato indetto dal sindaco Bruno Possenti nel solco di una consolidata tradizione. Venti dipendenti (sono in tutto una trentina in pianta organica) intendono così criticare l’operato dell’amministrazione comunale e agiscono «per solidarietà» nei confronti di un collega, come scrivono nella lettera, «non intendono partecipare allo scambio degli auguri».

Il sindaco Bruno Possenti, il vice Antonio Piccioli e gli altri componenti della giunta non hanno gradito e il primo cittadino ha replicato ai dipendenti con una lettera. «Leggo con stupore e amarezza una nota firmata da alcuni di voi. Ritengo che, prima di assumere qualsiasi iniziativa, sarebbe opportuno essere correttamente informati. L’operato della giunta è, come sempre, trasparente. Siamo disponibili, anche in questo caso, a rendere conto del nostro operato. Rinnovo l’invito all’incontro di martedì 24 dicembre. In ogni caso, auguro a voi tutti e alle vostre famiglie Buon Natale e Buon Anno».

Per capire i motivi della protesta, abbiamo incontrato il sindaco. «La frattura con i dipendenti - afferma Possenti - si è prodotta dopo che è stato comunicato al dipendente che, secondo una apposita delibera di giunta, esiste una unità di intenti volta all’intenzione di perseguire un’ipotesi di collaborazione con la società Sepi, la società delle Entrate del Comune di Pisa che opera, tra l’altro, con i Comuni di Vecchiano, Cascina, Santa Croce ed enti locali della Val di Cecina. Può darsi che poi non se ne faccia di niente. Tutto deve essere portato in consiglio comunale, l’organo sovrano».

Il dipendente dovrebbe passare sotto la Sepi. Riprende il sindaco. «Noi, prima ancora che apprendesse da altri la notizia, abbiamo ritenuto opportuno avvertirlo. Il nostro è stato un eccesso di correttezza, dunque». Interviene Piccioli: «Approfondiremo, in ogni caso, il percorso da compiere. Le necessarie procedure saranno espletate nell’ottica di quelle che sono le entrate tributarie. Con la società Sepi non c’è ancora un piano definitivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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