Il Tirreno

Pisa

casa della donna sullo stalking

«Da Buscemi dichiarazioni che non si possono accettare»

PISA. «Esprimiamo tutta la solidarietà alla signora, seguita è sostenuta dal nostro centro antiviolenza, e continuerà a starle vicina nella strada intrapresa per ottenere giustizia». Così l’associazi...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Esprimiamo tutta la solidarietà alla signora, seguita è sostenuta dal nostro centro antiviolenza, e continuerà a starle vicina nella strada intrapresa per ottenere giustizia».

Così l’associazione “Casa della donna” interviene nella vicenda che vede sotto processo per stalking l’attore e regista, Andrea Buscemi. Secondo l’artista la sua ex lo ha denunciato per un tornaconto personale.

La “Casa della donna” stigmatizza le ultime uscite di Buscemi «in cui si presenta lui come la vittima tentando di screditare chi ha avuto il coraggio di denunciarlo. Negli articoli, comparsi sulla stampa, oltre alle accuse, riportate oltretutto senza contraddittorio, Buscemi fa alcune affermazioni, che riteniamo davvero inaccettabili. La legge sullo stalking è stata fortemente voluta dai centri antiviolenza, che da anni osservavano che la separazione, invece che mettere fine alle violenze, diventava in molti casi il momento più pericoloso, quello in cui il maltrattante cominciava a perseguitare la donna, con atti che minavano la sua sicurezza e amplificavano il rischio per la sua sicurezza e molte volte, come testimonia il numero dei femminicidi, la vita. I dati diffusi ad agosto 2013 dal ministero dell’Interno dicono che circa il 30% degli omicidi commessi in un anno in Italia (505) ha come vittima le donne. Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking sono state 38.142 le denunce presentate, e a denunciare nel 77% dei casi sono le donne. Non c'è traccia nei dossier del Viminale del dato riportato più volte da Buscemi, secondo cui il 50% sono false denunce, purtroppo invece è vero che il numero delle denunce nel nostro paese continua ad essere bassissimo. Le affermazioni di Buscemi ci sembrano davvero tristemente offensive della dignità non solo della sua ex fidanzata bensì di ogni donna e assolutamente fuori luogo. Quando una donna denuncia sa di intraprendere un percorso doloroso, che la porterà non solo a dover raccontare tante volte quello che ha subito, ma anche a dover spiegare e giustificare i suoi comportamenti; si definisce "vittimizzazione secondaria": dopo essere stata vittima del maltrattante, viene resa vittima nuovamente tutte le volte che non viene creduta. Nelle frasi di Buscemi, l'impegno a diffondere la conoscenza sullo stalking, attraverso convegni diventa un siparietto, e non ciò che è realmente: l'azione coraggiosa di una donna, che ha vissuto sulla sua pelle, un'esperienza traumatica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa