Il Tirreno

Pisa

Pubblica Assistenza nuovi mezzi e torna il servizio civile

di Daniele Benvenuti
Pubblica Assistenza nuovi mezzi e torna il servizio civile

Conti in ordine, i soci sono 13.000 di cui 550 volontari attivi Il presidente: «Nonostante le difficoltà, investiamo ancora»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Un’associazione viva e con i conti in ordine. Questo grazie all'impegno di centinaia di volontari che mettono a disposizione della collettività il loro tempo. E tutto questo nonostante le difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare per mantenere un livello qualitativo dei nostri servizi offerti». Questo, in estrema sintesi, il consuntivo che Daniele Vannozzi, presidente della Pubblica Assistenza di Pisa, dopo 18 mesi dal suo insediamento alla guida dell'associazione di via Bargagna. I numeri dimostrano meglio di molte parole cosa vuol dire oggi Pubblica Assistenza a Pisa: poco meno di 13mila soci (di cui 550 volontari attivi nei servizi), dieci sezioni sparse su tre comuni (Pisa, San Giuliano e Vecchiano), 12.756 servizi svolti al 30 novembre, 13 corsi per la formazione dei volontari. «Questi numeri fanno capire la mole di lavoro che svolgiamo – spiega Vannozzi – e al tempo stesso le difficoltà che dobbiamo affrontare per far quadre i conti. Nei primi mesi del mandato della nuova presidenza, infatti, ci siamo impegnati con successo per migliorare i bilanci. Tutto questo considerando che alcuni servizi fondamentali per la collettività, vengono spesso svolti coprendo a malapena le spese se non in rimessa». Le difficoltà sono sicuramente acuite da un sistema fiscale che non aiuta. Ancora il presidente. “La Pubblica Assistenza ogni anno offre ai cittadini dei nostri tre comuni servizi per un valore intorno ai 4 milioni di euro rivestendo sul territorio anche tutti i ricavi del settore funebre. In cambio riceviamo donazioni, il 5 per mille (lo Stato non ha ancora liquidato la parte relativa al 2010, ndr). Ma abbiamo una tassazione che non ci favorisce. Qualche esempio? Gli introiti per l’utilizzo degli studi medici in alcune nostre sedi sono equiparati a mere attività commerciali. Inoltre non abbiamo nessuna detrazione sull'acquisto del materiale che utilizziamo nei nostri servizi».

Per andare avanti sono dunque fondamentali il ruolo e il contributo del volontariato. «Servizi come le ambulanze - prosegue Vannozzi - il trasporto disabili fino alla protezione civile, sono considerati scontati dai cittadini. Ma per tenerli in piedi occorre lo sforzo disinteressato di centinaia di volontari per contenerne la rimessa economica. Da qui l'importanza di stringersi attorno alla nostra associazione per aiutare a proseguire nel nostro impegno». Impegno che, spiega il presidente «non si limita ai servizi socio-sanitari e di protezione civile. Abbiamo infatti la più numerosa sezione di donatori di sangue, un banco alimentare, uno farmaceutico ed un gruppo di antincendio boschivo. Senza dimenticare il nostro lavoro per l'assistenza ai migranti durante l'emergenza nord Africa». In una situazione del genere, comunque, la Pubblica Assistenza guarda avanti con ottimismo. «Nonostante tutto continuiamo a investire – conclude Vannozzi - Attraverso una attenta revisione dei costi, ad esempio, siamo riusciti ad abbattere interessi bancari. Un recupero di risorse che ci ha permesso di finanziare l'acquisto di due nuove ambulanze e di un mezzo per le onoranze funebri. Riparte finalmente nel 2014 il servizio civile che darà ossigeno ai nostri volontari. Insomma, i cittadini possono sempre contare su di noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze