Sicurezza
Dallo slogan alla piazza che gli dà vita
Parlano i ragazzi che hanno lavorato al progetto: «Le nostre proposte sono state ascoltate»
PISA. Sono entusiasti i ragazzi che hanno lavorato al progetto, vedendo ora in piazza il successo dell’iniziativa. «Per trovare lo slogan abbiamo lavorato in gruppo, riunendoci in laboratorio e raccogliendo idee e contributi di tutti», racconta Federico Teodori, studente all'indirizzo grafica del Russoli. «Si è innescata tra noi una competizione sana e stimolante, che in breve tempo ci ha portati a scegliere il motto "L'alcol non fa miracoli" dopo aver ragionato sui motivi che inducono molti giovani a ricorrere al bere», continua lo studente. Una volta individuato lo slogan, la progettazione dell'evento si è svolta in due riunioni, volute dal prefetto Francesco Tagliente, con la partecipazione di tutte le rappresentanze istituzionali e studentesche. «E' stato bellissimo far parte di un progetto che ci ha visti protagonisti diretti fin dalla fase di progettazione - dice Noemi Volpicelli, studentessa della classe IV A del Russoli - La collaborazione è stata attiva e le proposte arrivate da noi ragazzi sono state ascoltate e accolte da presidi, provveditorato e istituzioni, facendoci sentire davvero parte importante di questo evento». Una volta ultimata la progettazione, si è passati alla fase operativa, che è stata svolta alla vigilia dell'evento, realizzando la scritta sulla porzione di prato a sud della cattedrale di piazza dei Miracoli utilizzando dello spago fissato al terreno con forcine per capelli. «E' stato emozionante sistemare tutti i 1500 ragazzi nella composizione della scritta», dice soddisfatta Michela Belcore, studentessa della IV C al Russoli. Tutti contenti, dunque, al termine dell'evento, che è stato un'occasione per condividere il rifiuto nei confronti dell'abuso di alcol. «Siamo felici che questa manifestazione abbia avuto tanta partecipazione - dice Naomi Bondi, rappresentante d'istituto al Russoli - attorno a un problema tanto grave».
«Con questa iniziativa è stato possibile sensibilizzare noi ragazzi al problema dell'abuso di alcol stimolando un confronto e una discussione serena tra noi - spiega Gabriele Malfatti, studente dell'Iti - Tutti noi abbiamo esperienze più o meno dirette con amici o parenti che hanno avuto problemi legati all’alcol e dopo un messaggio così forte contro l’uso in dosi eccessive di bevande alcoliche solo chi non vuole non capisce che bisogna evitare di abusarne».
Raffaella Ioannone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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