Finanza
Meno libri e la biblioteca potrà riaprire
Incontro a Roma sulla perizia. Volumi in San Matteo, ma oltre al trasloco dei testi serviranno interventi sulle strutture
PISA. Criticità sì, anche se non drammatiche. Il peso dei libri (circa 600mila testi) andrà alleggerito con un trasloco parziale dei volumi nel museo di San Matteo e si dovrà intervenire su porticati, ballatoio e la nuova aula magna. La biblioteca della Sapienza non se la passa bene, ma la sua sorte è tutt’altro che segnata. La riapertura non è più un traguardo spostato in avanti da silenzi e ritardi.
È un concetto sottolineato ieri mattina nell’incontro convocato nella sede del ministero dei Beni Culturali a cui hanno partecipato, oltre al padrone di casa, Massimo Bray anche la collega di governo, la pisana Maria Chiara Carrozza, ministro della Pubblica Istruzione, il rettore dell’università di Pisa, Massimo Augello, l’assessore alla Cultura, Dario Danti e la professoressa Chiara Frugoni, presidente dell’associazione “Amici della Biblioteca”. Sono stati, inoltre, ascoltati i contributi di dirigenti e i funzionari del ministero dei Beni Culturali, tra i quali l’architetto Marta Ciafaloni, e dell’università che seguono gli aspetti tecnici ed amministrativi della vicenda.
La perizia. Il documento al quale sono state affidate le aspettative è la famosa perizia sulle salute statica del palazzo dichiarato inagibile dopo il terremoto che colpì Emilia: il 29 maggio 2012 il sindaco Marco Filippeschi fu costretto a firmare l’ordinanza dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco.
L’edificio si divide tra le competenze del ministero sulla biblioteca e la proprietà dell’ateneo che ha dovuto riorganizzare in fretta e altrove esami e lezioni della facoltà di giurisprudenza.
Durante l’incontro è stato preso atto delle conclusioni dello studio tecnico assai complesso, realizzato dall’università di Pisa in collaborazione con i tecnici del Mibact, «finalizzato a monitorare e a certificare lo stato di sicurezza e di vulnerabilità del palazzo della Sapienza» si legge in una nota diffusa dopo l’incontro.
Tempi e lavori. Per i tecnici il fronte non è disperato. Anzi. Gli accorgimenti vengono messi in fila e riguardano una serie di interventi strutturali sull’edificio. La base di partenza è stata ravvisata nella necessità, per i locali occupati dalla biblioteca, di un significativo alleggerimento dei carichi.
Lo spostamento dei volumi risulta prioritario per avviare i lavori di messa in sicurezza e sistemazione dell’intero complesso della Sapienza. È stato, inoltre, concordato l’insediamento, entro la fine di gennaio, di una commissione tecnica mista per pianificare e portare a termine, entro il mese di maggio 2014, «il completamento dei lavori di adeguamento strutturale e funzionale del compendio di San Matteo, sede aggiuntiva della biblioteca, che ospiterà un nucleo significativo della collezione dei periodici, valorizzando in tal modo anche l’intera sede museale». Chi pagherà? Altre decisioni e i fondi per fare i lavori saranno individuati dalle istituzioni interessate alla messa in sicurezza dell’immobile.
«Valore nazionale». Per l’assessore Danti «oggi c’è stata la conferma che la situazione della Sapienza ha valore nazionale. Sono stati individuati i piani su cui agire e gli strumenti da adoperare in vista di un recupero completo. È stata anche riconosciuta la correttezza degli atti fatti dalle istituzioni pisane. Si tratta di un grande e ottimo passo in avanti per la nostra città».
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