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Pisa

arrestato: deve scontare 18 mesi

Organizzò una falsa rapina per truffare due milioni di euro

Organizzò una falsa rapina per truffare due milioni di euro

PISA. Fu una delle menti di una clamorosa rapina avvenuta quattro anni fa ai danni di una gioielleria di Firenze. Ora, Fabio Scatena, 45 anni, residente a Marina di Pisa, è stato arrestato per...

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PISA. Fu una delle menti di una clamorosa rapina avvenuta quattro anni fa ai danni di una gioielleria di Firenze.

Ora, Fabio Scatena, 45 anni, residente a Marina di Pisa, è stato arrestato per scontare un residuo di pena dopo la condanna inflitta per rapina, sequestro di persona, appropriazione indebita e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati: un anno, sei mesi e 7 giorni di reclusione da scontare in regime di semilibertà. Scatena entrerà dormirà al Don Bosco e la mattina uscirà per andare a lavorare.

Sono stati gli agenti della squadra mobile a eseguire a Marina di Pisa l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Firenze. Si sono presentati a casa di Scatena e gli hanno notificato il provvedimento di esecuzione della pena. Poi lo hanno portato in carcere. L’episodio che è costato il carcere a Scatena avvenne il 2 dicembre del 2009 quando due banditi, fingendosi corrieri, rapinarono i locali dell'ingrosso di preziosi "Gold Alley Srl", in via Santissimi Apostoli, a due passi da Palazzo Vecchio a Firenze. Sotto la minaccia di una pistola, i due banditi immobilizzarono con delle fascette di plastica il proprietario ed una commessa, razziando tutti i preziosi esposti negli scaffali e nel caveau.

Il colpo fruttò oltre 2 milioni di euro. I carabinieri, però, mostrarono fin da subito fondati sospetti sull’effettiva ricostruzione del colpo. Al termine delle indagini arrestarono sei persone, compreso il titolare dell’azienda, tra le quali c’era anche Fabio Scatena, considerato un insospettabile imprenditore con numerosi e rilevanti contatti negli ambienti malavitosi.

Stando alle accuse era stato il commerciante, attraverso Scatena, ad aver assoldato il "gruppo di fuoco" formato da quattro rapinatori. L'obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di «tentare di risolvere la difficile situazione economico-finanziaria della “Gold Alley”, molto probabilmente conseguente alla generale flessione nel settore, ottenendo un duplice guadagno: immediatamente con la ricettazione dei preziosi e in seguito attraverso il lauto rimborso di 2 milioni di euro da parte della compagnia assicuratrice».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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