Il dolore
Cup, sì al servizio se l’Asl paga
La proposta delle farmacie private per la prenotazione degli esami
PISA. «Disponibili a continuare il servizio Cup se l'Asl riconoscerà i contributi necessari per farlo».
Dopo aver annunciato il blocco del servizio di prenotazioni di visite ed esami, a partire dal primo gennaio, a seguito dell'interruzione delle trattative con l'Asl sui contributi da ricevere per continuare a svolgere l'attività, le farmacie private di Pisa e provincia si dicono disponibili a continuare il servizio se l'Asl contribuirà economicamente.
La “svolta” potrebbe arrivare il 24 dicembre. Per la prossima settimana la direzione generale dell'Asl di Pisa ha infatti convocato Federfarma per discutere della questione.
La federazione pisana delle farmacie private auspica di arrivare ad un accordo condiviso, chiedendo, però, che i servizi offerti dalle farmacie siano retribuiti, e in particolare quello Cup, per il quale alcune farmacie (le più grandi) dedicano un operatore con costi che possono raggiungere anche i 40mila euro annui.
«Negli ultimi tre anni le farmacie pisane hanno contribuito al sistema sanitario facendo diminuire del 20,9% la spesa – si legge in una nota di Federfarma –. Il grido di dolore è che oggi i servizi, soprattutto quelli che fanno risparmiare le Asl, devono essere riconosciuti. Pur comprendendo il periodo di crisi generale del Paese ed i problemi di finanza – continua Federfarma -, le farmacie chiedono alla propria Azienda e alla Regione una politica lineare e sicura che garantisca il loro ruolo ed un investimento sugli esercizi, sui dipendenti e sulle professionalità, senza farsi distrarre da chimere che in apparenza fanno risparmiare, ma che in realtà stanno abbattendo notevolmente la qualità del servizio offerto al cittadino. Chiediamo – conclude Federfarma – un accordo chiaro che veda riconosciuta la professionalità e l'efficienza delle farmacie pisane».(d.r.)
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