Sicurezza
Lampedusa, donati i primi regali
Scuole pisane fanno felici due fratellini, ma dopo lo scandalo del video 50 bambini sono stati trasferiti
PISA. A Lampedusa sono stati consegnati alcuni regali che gli alunni delle scuole Toti e Santa Caterina hanno inviato ai bambini arrivati al Centro gestito dalla Cooperativa “Lampedusa Accoglienza”.
Dapprima doveva essere una festa con 52 bambini, ma lo scandalo del filmato in cui si vedono alcuni migranti nudi che vengono lavati con un’autopompa per disinfettarli dalla scabbia, ha stravolto quella che sarebbe dovuta essere una grande festa. «Ciò che è successo è inumano e vergognoso» commenta Pietro Bartolo, il responsabile del poliambulatorio dell’Azienda sanitaria provinciale di Lampedusa che aggiunge: «Così martedì mattina 50 bambini sono stati trasferiti in un centro in Sardegna e qui sono rimasti due fratellini eritrei, una bimba di 5 anni e un bimbo di 2 anni. Naturalmente, l’augurio è che il traffico di questi migranti possa terminare, ma purtroppo non sarà cosi. E quando arriveranno barconi pieni di disperati, ci saranno anche i bambini. Mi prendo l’impegno di consegnare personalmente i regali e le lettere dei bambini di Pisa ai piccoli che arriveranno. Quando nel pomeriggio ho dato i regali, è stato per me un momento molto emozionante. Questi bambini non avevano mai visto un giocattolo. Da Pisa è giunto un atto di grande affetto e solidarietà. Segnali come questi servono a rendere meno difficile l’inizio di una nuova vita».
I regali partiti da Pisa sono stati 232: moltissimi peluche, pupazzi, costruzioni, lavagne, palloni. L’iniziativa di fare qualcosa per i piccoli profughi di Lampedusa è maturata all’interno dell’organizzazione del concorso l’EroeMaiCantato diretto dalla professoressa Rosanna Prato. Le due scuole pisane insieme alla scuola Capuana di Siculiana sono arrivate al traguardo finale concretizzando questa loro partecipazione in un atto di solidarietà.
Alla consegna dei regali ai due fratellini eritrei, oltre al dottor Bartolo, hanno voluto partecipare (come era in programma) Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, Antonio Candela commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, e Giuseppe Noto, direttore sanitario dell’Azienda.
Quanto accaduto al Centro d’accoglienza di Lampedusa (su cui non hanno competenza né il Comune né l’Azienda sanitaria provinciale) è stato un duro colpo, ma che non scalfisce la volontà di continuare a impegnarsi per i piccoli profughi di Lampedusa. «Quello tra Pisa e Lampedusa - afferma la professoressa Rosanna Prato - è un ponte che dobbiamo incrementare. Viviamo in un mondo molto complicato e non dobbiamo perdere di vista l’obbiettivo principale. Qui a Pisa attraverso il dono e le lettere abbiamo cercato di proporre un modello di accoglienza basato su rispetto e condivisione. Vogliamo continuare a lavorare su questa strada. Il dono è prezioso per chi lo riceve, ma lo è anche per noi, per chi si rende artefice di questo atto di solidarietà».
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