Il Tirreno

Pisa

Ecco 500mila euro per la Certosa

di Pierluigi Ara

Il fondo dell’Università di Pisa servirà per ristrutturare alcuni ambienti all’interno del Museo di storia naturale

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CALCI. In arrivo 500mila euro per la Certosa. Il finanziamento è dell’Università di Pisa, per metà proprietaria del complesso monumentale afflitto da numerosi problemi tanto che, in alcuni dei locali, si registra il degrado. Diversi gli appelli negli ultimi anni. Adesso questa boccata d’ossigeno con il mezzo milione di euro dell’ateneo che rende meno pessimistico il quadro generale in proiezione futura. Il finanziamento è già passato in commissione edilizia.

Nel 2014, probabilmente a febbraio, sarà effettuato un importantissimo intervento sulle coperture e poi verrà realizzata la messa in sicurezza degli impianti antincendio. Si tratta di espletare le gare per l’affidamento dei lavori che potrebbero riguardare la vasta cella, interessata di recente ad un rovinoso crollo. Questo intervento riguarderà ambienti che rientrano nel museo di storia naturale, mentre il museo nazionale, versante d’oriente, non ci rientra perché altre sono le competenze.

Il direttore del museo monumentale, Severina Russo, ha più volte lanciato l’allarme. I guai sono infiniti, servono oltre 5milioni solo per sistemare i tetti e le grondaie. L’acqua e l’umidità minacciano costantemente l’interno barocco della chiesa. Le sedici celle dei monaci, che hanno lasciato la Certosa agli inizi degli anni Settanta, sono inagibili, tranne una per le visite. Malconci gli infissi, di conseguenza i muri pieni di affreschi sono solcati da rigagnoli e bolle. Dalla fine degli anni Novanta non sono arrivati fondi dal Ministero dei Beni Culturali. Non ci sono soldi neppure per mettere tutti i ponteggi. Lavori di restauro furono compiuti nella corte d’onore nel 2004 inerenti la pulitura degli intonaci e dei marmi del prospetto del monastero e della facciata della chiesa. Provvide la fondazione Cassa di Pisa.

Le attuali urgenze non si contano, con particolare riferimento anche alla zona della antica farmacia. Quella della Certosa è una storia affascinante: fondata nel 1366, si estende per 20mila metri quadri. Prende il nome dalla grande Chartreuse, fondata da San Bruno, nel 1084. Sedici padri e numerosi conversi vivevano in solitudine coltivando fiori ed erbe negli orti delle piccole celle e nei campi circostanti. Nel 1972 il complesso è stato affidato al demanio dei beni culturali. Alla fine degli anni Settanta una parte è stata assegnata all’Università di Pisa, che vi ha istituito il museo di storia naturale, un’altra parte alla Sovrintendenza che cura il patrimonio storico ed artistico del museo nazionale. Le due realtà convivono e collaborano con ottimi risultati, oltre 22mila i visitatori ogni anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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