La protesta
Sapienza, finita la perizia venerdì il rettore a Roma
Intanto al teatro Rossi iniziativa degli Amici Bup guidati da Chiara Frugoni per chiedere la riapertura della biblioteca universitaria al più presto
PISA. Meno tre giorni alla presentazione della perizia sulla Sapienza: ieri l’Università «ha avuto comunicazione ufficiale, da parte dei periti incaricati, della conclusione della perizia tecnica» e venerdì il rettore incontrerà a Roma i ministri di Università e Cultura.
Intanto la città si prepara; in serata Teatro Rossi e Amici Bup (Biblioteca universitaria ospitata nel palazzo chiuso dal 29 maggio 2012) hanno dato vita a una sorta di gemellaggio: nello stabile artistico occupato da più di un anno si è svolta l’assemblea pubblica sulla Sapienza, voluta dall’associazione Amici Bup che è presieduta dalla professoressa Chiara Frugoni. Una portavoce del teatro Rossi ha aperto l’incontro evidenziando «la connessione non velata tra il palazzo di piazza Dante e quello che è successo a noi: le istituzioni si sono nascoste dietro la parola “tutela” per non fare niente, rendendo questi edifici fantasmi, cancellati dalla geografia urbana e dalla memoria dei cittadini». Da qui la chiamata alla «battaglia comune». Una serata che qualcuno ha anche chiamato «autoreferenziale, però dopo un anno e mezzo ci sentiamo abbandonati e soli». Eppure l’evento è riuscito nell’intento di far parlare del caso anche gli studenti e i professori, due categorie che finora secondo Frugoni hanno fatto sentire poco la loro voce. Partenza sprint con lo spezzone del film “Amici miei” in cui c’è la gag sulla Torre di Pisa e fotomontaggio con il sindaco Marco Filippeschi e il rettore Massimo Augello che – riferendosi alla Sapienza – dicono con la cazzuola in mano: «’Un la vedi come pende?». Tanti momenti divertenti, ma il succo è la denuncia di diciotto mesi trascorsi senza trasparenza.
Ecco perché tra i molti intervenuti al dibattito, parte la richiesta di un’iniziativa cittadina a gennaio per conoscere i contenuti sulla perizia e far ripartire la progettualità. Non mancano episodi forti, come quando Lorenzo del collettivo Exploit accusa i “poteri” di voler «portare fuori gli studenti dalla città, proseguendo il processo di vetrinizzazione del centro storico». Tra reading, performance artistiche e aperitivo, comunque il clima è di svolta, quantomeno perché ormai il “disvelamento” della perizia è a un passo.
Frugoni cita l’ex presidente di Amici Bup, il professore Adriano Prosperi, che ieri su “Repubblica” ha rievocato i roghi di libri nazisti e i sistemi alternativi italiani, «meno vistosi ma più efficaci: privatizzare, delocalizzare, far morire di morte lenta le biblioteche», portando come esempio proprio quella universitaria di Pisa. Frugoni rilancia la sua immagine di «terremoto drone» che dall’Emila nel maggio 2012 ha colpito solo l’edificio di piazza Dante. E ha illustrato il paradosso di Montacchiello, deposito in estrema periferia, che è diventato «la più grande biblioteca della città, con estintori ad acqua che notoriamente fa bene ai libri». Unica voce solo in apparenza contraria, quella della professoressa Enza Pellecchia di Giurisprudenza: «In teoria sarei la contro interessata, perché devo dire che la Sapienza è stata costruita secoli fa per ospitare gli studi giuridici. Ma vi ringrazio per aver tenuto alta l’attenzione sulla vicenda e spero che sapremo costruire un’alleanza forte sulle cose che ci possono unire».
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