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Pisa

Per 80 bidelli a rischio il posto di lavoro

Per 80 bidelli a rischio il posto di lavoro

Si tratta dei dipendenti delle ditte che hanno avuto in appalto i servizi di pulizia nelle scuole

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PISA. Sotto l’albero di Natale potrebbero trovare una lettera di licenziamento. Circa 80 dipendenti delle imprese che gestiscono il servizio di pulizia nelle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado di Pisa e provincia rischiano di perdere il posto di lavoro a causa del drastico taglio delle risorse destinate al settore previsto dal ministero dell’Istruzione. Il prossimo 31 dicembre scadono i contratti dei cosiddetti lavoratori ex Lsu e appalti storici, che operano a supporto dei colleghi statali: se il ministero non rifinanzierà l’appalto, circa 25mila addetti in tutta Italia, dal’l1 gennaio resteranno a casa.

Dal 2000 parte dei servizi di pulizia sono stati esternalizzati ad imprese e cooperative. Tre anni fa l’allora ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini tagliò del 25% le risorse destinate all’appalto e di conseguenza i lavoratori si videro ridurre le ore lavorative. Il governo Letta sembra ora voler ridurre ancora lo stanziamento. «La situazione è molto complicata - spiega Ombretta Pieracci della Filcams Cgil di Pisa - perché l’idea del ministero è di stabilizzare i collaboratori scolastici precari, attingendo però le risorse dai servizi in appalto». Le aziende che gestiscono il servizio a Pisa e provincia hanno già aperto le procedure per il licenziamento collettivo. «È una battaglia lunga e dura - continua Pieracci -. Dal nuovo ministero dell’Istruzione speravamo in una soluzione del problema. Invece, pur andando verso una giusta stabilizzazione dei precari, si rischia di provocare licenziamenti collettivi in tutta Italia».

Giovedì scorso oltre 50 bidelli, dipendenti delle aziende che si sono aggiudicati gli appalti delle pulizie nelle scuole di Pisa e provincia, hanno manifestato sotto il ministero dell’Istruzione insieme ai loro colleghi di tutta Italia, strappando un primo, positivo risultato. Il ministro Maria Chiara Carrozza si è infatti assunta personalmente l’impegno a cercare una soluzione. Ha portato la questione nell’ultimo consiglio dei ministri per predisporre un’immediata risposta al problema, assicurando la copertura finanziaria necessaria a dare continuità ai rapporti di lavoro, contestualmente avviando un tavolo istituzionale per cercare una soluzione definitiva.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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