Sicurezza
I dipendenti della Misercordia senza mensilità e tredicesima
PISA. «Conflitti di interesse, mancate risposte e due mensilità da versare ai lavoratori». A distanza di quasi un mese dall’incontro in Regione tra sindacati e Misericordia (in cui si è aperto uno...
PISA. «Conflitti di interesse, mancate risposte e due mensilità da versare ai lavoratori». A distanza di quasi un mese dall’incontro in Regione tra sindacati e Misericordia (in cui si è aperto uno spiraglio per l’attivazione della cassa integrazione in deroga per i 32 dipendenti licenziati), i Cobas tornano all’attacco sulla vicenda dell’Arciconfraternita pisana criticando anche l’operato dei sindacati confederali.
«La Misericordia continua a perdere tempo senza rispondere alle istituzioni locali e ai sindacati, e senza ritirare i licenziamenti accordando la cassa integrazione in deroga - accusano i Cobas -. Un silenzio incomprensibile, reso possibile anche dalle illusioni alimentate dai sindacati confederali che parlavano di soluzioni positive anche quando i fatti erano altri. I lavoratori della Misericordia denunciano anche i ritardi delle istituzioni locali, che avrebbero potuto e dovuto rivedere le convenzioni sul trasporto sociale e sanitario per reintegrare parte dei lavoratori licenziati, mentre i soggetti imprenditoriali che si sono fatti avanti per rilevare i servizi sono spariti, e con loro anche gli impegni assunti con i lavoratori».
I dipendenti dell’Arciconfraternita attendono inoltre il pagamento degli stipendi arretrati. «La Misericordia - continuano i Cobas - deve ancora pagare due mensilità e la tredicesima. Intanto la Misericordia si è ridotta al lavoro cimiteriale, al 118 e alle pulizie della faraonica e inutilizzata sede del Cep per l’acquisto della quale non c’è alcuna offerta, contrariamente a quanto dichiarato per mesi». Il sindacato di base dichiara inoltre di essere venuto in possesso di una copia «del verbale del Magistrato dell’11 maggio 2009 dove l’allora governatore Bonaccorsi si soffermava sulle difficoltà della vendita della vecchia sede di via San Frediano alla Fondiaria Paradisa nonostante i ripetuti incontri presso lo studio del dott. Luigi Marchetti». Un atto che, secondo i Cobas, dimostrerebbe il conflitto di interessi di Marchetti, attuale governatore dell’Arciconfraternita. Il sindacato di base chiede a Regione e Comune di intervenire subito. (d.r.)
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