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Esami e visite, in farmacia stop alle prenotazioni

Esami e visite, in farmacia stop alle prenotazioni

Federfarma Pisa chiede alla Asl un contributo per le attività private. «Finora la prestazione è stata gratuita, ma non è più possibile». Il blocco dall’1 gennaio

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PISA. Dall’1 gennaio decine di farmacie di Pisa e provincia smetteranno di prenotare visite ed esami. Un blocco a questa parte di servizio Cup annunciato da Federfarma Pisa dopo lo stop alle trattative con l’Asl sui contributi da ricevere per continuare a svolgere questa attività. «L’assemblea della FederfarmaPisa - si legge in una nota - ha dato mandato ai propri rappresentanti sindacali di interrompere il servizio che da anni le farmacie pisane stanno facendo per conto dell’Azienda sanitaria locale». I vertici del sindacato dei titolari di farmacia spiegano: «Da tempo stiamo cercando di spiegare all’Asl che, visti i continui tagli alle remunerazioni delle farmacie (le quali in questo modo hanno anche assicurato risparmi sulla spesa sanitaria), il mantenimento di un servizio di questo tipo e di questa qualità non è più possibile senza un’adeguata retribuzione».

La protesta riguarda circa settanta farmacie private di Pisa e provincia (su un centinaio totali), ovvero quelle che si occupano della prenotazione di visite specialistiche e prestazioni di diagnostica strumentale. «Il servizio finora è stato reso a titolo gratuito, ma ora siamo arrivati a un limite», dice Riccardo Froli, segretario regionale di Federfarma. «Occorre considerare che alcune farmacie, le più grandi - aggiunge - hanno un addetto solo per le prenotazioni: all’anno è un costo di 40mila euro». Anche questo è un effetto della crisi economica.

Ci sono stati vari incontri, «nei quali l’Asl - dicono da Federfarma - aveva dato l’impressione di comprendere le questioni poste dalle farmacie, che da anni svolgono il servizio mettendo a disposizione della Asl, e quindi dei cittadini, le proprie strutture, personale, attrezzature informatiche, carta e consumabili». Poi le trattative si sono interrotte. «Stiamo aspettando risposte da mesi, ma il Cup regionale tarda malgrado una delibera regionale che a fronte dell’impegno delle farmacie ad attivare la tessera sanitaria dei cittadini (al costo di simbolico di un euro ad attivazione, peraltro mai pagati dalle Asl) prevedeva un Cup regionale retribuito. Inoltre altre province vicine hanno in vigore accordi con le Asl dove le prenotazioni vengono pagate», sostiene il presidente di Federfarma Pisa, Amerigo Cheli. Secondo dati Asl, le prenotazioni fatte attraverso le farmacie private sono circa il 15% di quelle totali. Ai tavoli delle trattative la richiesta delle farmacie è di 2,5 euro a prenotazione. «Una cifra basata su un vecchio studio. E si tenga conto - sottolinea Froli - che il cliente ha la libera scelta, potendo sempre rivolgersi gratuitamente ai distretti sanitari e agli ospedali».

Comunque un disagio per i cittadini che nelle farmacie vicino casa trovano un servizio più comodo. «Siamo consapevoli delle difficoltà che rechiamo ai cittadini, i quali in alcuni casi e per mille motivi già devono fare la spola ai distretti Asl - prosegue Froli - ma siamo nostro malgrado costretti ad interrompere l’erogazione di questo importante servizio che comprende anche la riscossione del ticket».

Per Federfarma Pisa «è inspiegabile come, avendo la Regione e le Asl la possibilità di usufruire di professionalità come quelle dei farmacisti, non si utilizzino le nostre potenzialità preferendo ricercare altre formule distributive del farmaco e interventi sul territorio il cui reale risparmio per il sistema sanitario è tutto da dimostrare, se non altro per i costi indotti. Federfarma Pisa resta disponibile per ogni forma di collaborazione con il Servizio Sanitario e le Asl, ma tale collaborazione deve vedere riconosciuta la figura del farmacista e della farmacia».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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