Il Tirreno

Pisa

«È meglio spendere nel porta a porta i soldi degli interrati»

«È meglio spendere nel porta a porta i soldi degli interrati»

Posizioni differenti sulle strategie della raccolta rifiuti I civatiani propongono di invertire gli investimenti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Fermiamoci sul progetto dei cassonetti interrati, meglio spendere quei soldi sul porta a porta». Il dibattito sul tema dei rifiuti resta caldo. E non tutti, anche all’interno dello stesso partito (Pd), la pensano ugualmente. L’associazione “A Proposito di Pisa”, in larga parte composta da civatiani, chiede di riflettere sui costi per interrare i cassonetti nel centro città, chiedendo invece di puntare subito sul porta a porta.

Un messaggio rivolto alla giunta di Palazzo Gambacorti, che già dalla scorsa legislatura ha deciso di interrare i cassonetti nel centro (a vantaggio soprattutto del decoro urbano). Mentre il porta a porta, che secondo i programmi sarà introdotto in via sperimentale entro la prossima estate nella zona di Ospedaletto-Montacchiello e poi in un altro quartiere (Putignano o Riglione), risponde in modo specifico all’esigenza di incrementare i livelli di raccolta differenziata.

«L’Unione Europea indica una gerarchia di priorità che partono dalla riduzione della produzione dei rifiuti, lasciando un ruolo marginale al recupero energetico e alle discariche - scrive “A Proposito di Pisa, il cui è presidente è Federico Russo-. Secondo il piano regionale entro il 2020 si dovrà arrivare a riciclare il 70% dei rifiuti urbani, per recuperarne effettivamente il 60%. Oggi nel comune di Pisa si differenzia soltanto il 42% dei rifiuti urbani, una percentuale ben lontana da quella dei comuni che virtuosi della provincia, come ad esempio Vecchiano (69%), San Giuliano (84%) e Calci (74%). Questi Comuni hanno introdotto sistemi porta a porta, che si è dimostrato l’unico modo per innalzare la percentuale di raccolta migliorandone allo stesso tempo la qualità e quindi l’appetibilità sul mercato».

Di fronte a questo quadro, per “A Proposito di Pisa” diventa «opportuno fermarsi e riconsiderare l’idea di investire nella costruzione di cassonetti interrati nel centro storico di Pisa. Questo tipo di infrastruttura, già sperimentata sul litorale, non sembra coerente con le nuove indicazioni regionali perché taglia fuori dalla raccolta porta a porta una delle zone a più alta densità abitativa. Alcune domande, necessarie per valutare la bontà del progetto, restano aperte: con i cassonetti interrati sarà possibile monitorare la qualità della raccolta? Sarà possibile l’adozione della tariffazione puntuale, l’unica che incentiva a produrre meno rifiuti? I soldi spesi per un intervento del genere, che sono solo in parte coperti da un contributo regionale, non potrebbero essere più utilmente risparmiati per potenziare la sperimentazione del porta a porta?». La conclusione: «Naturalmente un sistema di raccolta dei rifiuti così delicato ha bisogno di preparazione, per evitare disagi ai cittadini che come già in passato farebbero segnare ulteriori ritardi e sorgere nuove resistenze. Per questo è essenziale destinare tutte le risorse disponibili a questa priorità, colmando rapidamente il divario che ci separa ancora dalle esperienze virtuose». Una posizione simile era stata espressa nei giorni scorsi dai rappresentanti di Sel.(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini