Il Tirreno

Pisa

Al freddo la chiesa delle messe in latino

di Luca Lunedì
Al freddo la chiesa delle messe in latino

L’immobile è dell’Azienda ospedaliera: «Per noi il complesso è chiuso e in vendita»

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PISA. Una messa in latino a lume di candela. Un salto nell’800 che i fedeli riuniti nel comitato San Pio V non avrebbero voluto vivere. È questa la situazione in cui versa la chiesa di San Giorgio dei Tedeschi da quando il complesso dei Trovatelli è stato messo in vendita. Già da tempo il riscaldamento è stato staccato all’intero complesso rendendo la funzione difficile da seguire in inverno, ma finora l’illuminazione aveva resistito. Armati di steariche gli accoliti hanno provveduto ad illuminare l’antica chiesa posta nelle immediate vicinanze di Piazza dei Miracoli ma non sono mancati gli inconvenienti: dall’impossibilità di leggere il messale (soprattutto per le persone più anziane) al rischio che i paramenti settecenteschi prendessero fuoco in seguito ad un incidente accorso al chierichetto durante la funzione.

Le condizioni in cui versa l’antico luogo di culto, l’unico in tutta Pisa in cui si celebra la messa in latino, sono ormai difficilmente sopportabili: umidità a livelli alti al punto che nella sacrestia sono stati segnalati vermi e muffe, finestre rotte che hanno concesso ospitalità a volatili indesiderati. Alle continue richieste volte all’arcivescovo per una nuova sede che possa ospitare la celebrazione in latino, finora il comitato si è sentito rispondere di resistere quanto possibile e non si vedono soluzioni alternative all’orizzonte.

Proprietaria dell’immobile è l’Aoup (Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana) che da diversi anni sta cercando di vendere l’intero complesso di oltre seimila mq. Rinaldo Giambastiani, direttore del Dipartimento area tecnica dell’Aoup, così commenta: «L’intera struttura è in vendita e non possiamo tenere acceso il riscaldamento solo per un immobile usato poche ore a settimana. Per noi il complesso è chiuso e il comitato lo usa grazie ad un accordo con la curia, ma non possiamo garantire la fornitura delle utenze. La chiesa è tutelata: quando verrà venduto il complesso, non sarà possibile cambiarne la destinazione, deve rimanere luogo di culto, ma più di questo non ci compete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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