Sicurezza
Tra gli scaffali della Pam esproprio proletario
Iniziativa simbolica per chiedere al Comune e al supermercato i buoni spesa Corteo di protesta in Corso Italia e presidio a sostegno di soluzioni per la casa
PISA. Esproprio proletario simbolico alla Pam di via Pascoli. Ieri pomeriggio una cinquantina tra attivisti dello Spazio popolare occupato di Sant'Ermete e Progetto Prendocasa, precari, disoccupati e famiglie sotto sfratto hanno fatto irruzione nel supermercato limitrofo Corso Italia e riempito i cestelli per la spesa con generi di prima necessità.
Prelevati i prodotti, i manifestanti hanno bloccato tutte le casse del supermercato. Un'azione messa in campo al fine di ottenere l'istituzione dei buoni spesa per persone e famiglie in difficoltà, che non riescono ad assicurarsi un pasto, e affinché «nessuno sia costretto a non mangiare o a chiedere aiuto alla Caritas».
I manifestanti hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il direttore del punto vendita per programmare una trattativa, insieme alle istituzioni e ai servizi sociali, per istituire i buoni spesa. Una delegazione di attivisti sarà ricevuta venerdì prossimo dai responsabili zonali della catena di distribuzione alimentare. Dopo circa mezz'ora i manifestanti hanno lasciato il supermercato abbandonando al suo interno quanto prelevato dagli scaffali. L'azione ha fatto seguito ad un lungo presidio sotto Palazzo Gambacorti, convocato per rivendicare il diritto all'abitare e chiedere interventi per l'emergenza abitativa e per i quartieri popolari. In piazza XX Settembre è stato affisso uno striscione “Assediamo le poltrone. Vogliamo case, reddito e anche il panettone”, che ha aperto il successivo corteo che ha sfilato lungo Corso Italia per poi arrivare in via Pascoli. L'obiettivo dei manifestanti era bloccare, momentaneamente, il «centro vetrina» e le strade dello shopping natalizio.
«Questa – dicono i manifestanti – è la prima tappa di un percorso di lotta contro la crisi che andrà avanti finché non ci saranno risposte concrete all'emergenza abitativa, alla precarietà e alla disoccupazione».
«A Natale abbiamo una pretesa: basta sacrifici, vogliamo buoni spesa». Questo lo slogan scandito durante il corteo dai manifestanti che individuano nella classe politica, da quella pisana a quella nazionale, la responsabilità dell'attuale situazione di crisi, precarietà e disoccupazione. Tra le istanze portate in piazza anche la rivendicazione di case e servizi da parte degli abitanti di Sant'Ermete.
«È inaccettabile – dicono – che l'amministrazione spenda 68 milioni di euro per un'opera inutile come il People Mover invece di garantire case, servizi e reddito a tutti i cittadini».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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