Il Tirreno

Pisa

Stazione Marconi, un doppio recupero

di Francesco Loi
Stazione Marconi, un doppio recupero

Il Comune ha chiesto la proprietà dell’intera area: nei progetti un museo sulle telecomunicazioni e incubatori di imprese

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PISA. Nuovo tentativo di dare un futuro alla stazione Marconi di Coltano togliendola dallo stato di abbandono in cui si trova ormai da anni. Il passaggio essenziale è tradurre le idee che circolano da tempo sul suo utilizzo in un progetto che poi possa essere finanziato. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di inserire la storica stazione radiotelegrafica in un progetto più ampio, che coinvolge anche le altre strutture vicine (la seconda stazione, i vecchi casotti di ricezione) di cui rimangono solo dei ruderi.

Progetto preliminare. Sul tavolo dell’assessore al patrimonio Andrea Serfogli spicca un raccoglitore verde con tutto l’incartamento fin qui prodotto. Il prossimo passo sarà, a breve, quello di dare un incarico per censire nel dettaglio tutti gli edifici presenti in quella zona di Coltano: rappresenterà la base per il progetto preliminare e consentirà di stabile le risorse economiche necessarie. Si sa già che per la ristrutturazione della stazione principale servono 2,1 milioni di euro. Per sistemare l’intera “cittadella” il costo rischia di triplicare.

L’iter. Il progetto segue due strade distinte. La stazione principale (quella da cui il 13 novembre 1910 Guglielmo Marconi inviò per la prima volta in assoluto un messaggio radio che dall’Europa raggiunse l’Africa) è un bene vincolato: il Comune, come conferma Serfogli, riaprirà il confronto con la direzione regionale dei Beni culturali e l’Agenzia del Demanio per arrivare, come deve avvenire in questi casi, ad un accordo di valorizzazione: ovvero un progetto in cui sono indicate le funzioni e il piano di gestione. Per il resto degli edifici, andati largamente distrutti durante la seconda guerra mondiale, invece il Comune ha chiesto di avere la proprietà (a titolo gratuito) nell’ambito del federalismo demaniale. La domanda è stata inoltrata lo scorso 30 novembre, in un elenco che comprende una quarantina di beni, e il Demanio risponderà entro due mesi.

Museo e incubatori. «Il progetto - spiega l’assessore Serfogli - dovrà tenere insieme la fattibilità economica del recupero e la gestione». Per questo l’utilizzo delle strutture di Coltano sarebbe distinto: la stazione principale di Marconi diventerebbe un moderno museo sull’evoluzione delle telecomunicazioni, con sale per esposizioni e convegni. Gli altri edifici, dalla seconda stazione ai casotti di ricezione, verrebbero invece trasformati per ospitare laboratori di ricerca e spin-off: dunque sarebbero incubatori di aziende ad alta tecnologia.

Copertura economica. Per dare concretezza all’operazione Coltano, oltre al passaggio degli edifici tra le proprietà dell’amministrazione comunale, occorre trovare 5-6 milioni di euro (per ora è una stima). La giunta comunale, nel piano delle opere pubbliche, ha di nuovo inserito la stazione Marconi come bene sponsorizzabile. Un tentativo già fatto lo scorso anno, ma senza trovare qualcuno disposto ad investire i 2 milioni e 120mila euro necessari per la stazione principale. I soggetti maggiormente interessati potrebbero essere Fondazioni o enti. Il progetto preliminare servirà anche per presentare ai possibili investitori certezze sia sulle esigenze economiche che sulle intenzioni di utilizzo. Un sostegno potrebbe arrivare anche dalla Regione Toscana, «che - dice Serfogli - vogliamo coinvolgere firmando un accordo per l’intero progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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