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Senz’acqua da un anno ma il tubo è intoccabile

Senz’acqua da un anno ma il tubo è intoccabile

Una famiglia di Sant’Andrea in Pescaiola chiede inutilmente la riparazione L’impianto passa dall’argine del Serchio e non si sa quale ente deve intervenire

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SAN GIULIANO. Da più di un anno senz’acqua potabile e con l’impossibilità di riparare la rottura della tubazione visto che l’impianto passa nell’argine del Serchio che, dopo gli eventi disastrosi del 2009, è intoccabile. Questa la situazione di una famiglia di Sant’Andrea in Pescaiola, le cui istanze sono state rappresentate dal consigliere comunale Giuseppe Tizzanini con una interrogazione all’assessore Francesco Verdianelli. «Gli sfortunati protagonisti - spiega Tizzanini - hanno fatto richiesta al Comune affinché provveda a dare mandato, a chi compete, di realizzare un nuovo impianto con un altro percorso. L’amministrazione si è presa più di un anno, ma non ha ancora risposto all’interrogativo se la strada di accesso all’abitazione, che si trova all’interno della golena del Serchio, sia privata o pubblica (del Comune). Da questa risposta, ovviamente, derivano una serie di fatti, come l’onere delle spese dell’opera, problemi di servitù, permessi per il passaggio di un tubo su proprietà altrui».

«L’amministrazione comunale si è più volte confrontata con gli abitanti della golena del Serchio - risponde l’assessore Verdianelli - rappresentando loro quella che risulta essere la situazione giuridica della via Santa Rosa. La sua classificazione a strada comunale deriva da una deliberazione del consiglio comunale del 1971 che ne indica il termine “all’argine”. Quando si è trattato di intervenire su di essa, il Comune ha sempre interpretato tale dizione come “ai piedi dell’argine” e non “oltre l’argine”. D’altronde l’argine è opera idraulica facente parte del demanio statale assegnata in gestione alla Provincia. L’interpretazione degli uffici comunali - aggiunge l’assessore - è confermata in questo caso dalla localizzazione del contatore. Infatti tali apparecchi vengono per consuetudine posti al limite della proprietà comunale e nel caso specifico la sua localizzazione prima dell’argine è congruente con quanto da noi affermato».

La famiglia coinvolta ha prodotto una nuova perizia per individuare esattamente i confini in considerazione della necessità di realizzare una nuova tubazione. La conclusione di Verdianelli: «È del tutto evidente che l’intervento pubblico del Comune non può avvenire su terreni privati o demaniali. Per questo faremo nuove verifiche svolgendo ancora un ruolo di coordinamento con Acque e l’amministrazione provinciale, comunque coinvolta dalla vicenda in quanto qualsiasi soluzione si intendesse adottare avrebbe bisogno del suo nulla-osta al superamento dell’argine, al fine di contribuire alla soluzione finale del problema».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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