Il Tirreno

Pisa

Fuga in auto con incidente uno arrestato, tre scappati

di Pietro Barghigiani
Fuga in auto con incidente uno arrestato, tre scappati

Inseguiti dopo un tentato furto a casa dell’ex comandante italiano di Camp Darby Il colonnello Iubini: «Tanti danni, ma non sono riusciti ad aprire la cassaforte»

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SAN GIULIANO TERME. Pensavano a un colpo facile in quella casa isolata in campagna. Si sono dovuti ricredere quando un boscaiolo ha dato l’allarme e i carabinieri si sono scatenati in una caccia all’uomo conclusa con un arresto e la fuga degli altri tre complici.

Colonnello vittima dei ladri. È avvenuto tutto in pieno giorno a Molina di Quosa. Bersaglio dei ladri l’abitazione del colonnello dei parà Raffaele Iubini, 60 anni, da poco sostituito in un avvicendamento ciclico al comando italiano di Camp Darby. L’ufficiale è in procinto di congedarsi dall’esercito dopo 40 anni di servizio con un curriculum di assoluta eccellenza con medaglie e onorificenze ottenute tra Folgore, Col Moschin, Smipar e missioni in Albania, Bosnia, Kosovo e Iraq.

Un arresto. L’unico bloccato dai militari, dopo un inseguimento a tutta velocità, per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale in concorso è un 17enne di Viareggio che è stato affidato a un centro per minori di Firenze.

Il tentato furto. Andiamo con ordine. I malviventi si sono presentati davanti alla casa di Iubini poco prima delle 12.

«Hanno forzato la porta principale e sradicato i sensori dell’antifurto – spiega il colonnello –. Da quello che ho potuto ricostruire anche con mia moglie si sono aggirati per le stanze a caccia di soldi e preziosi che non abbiamo. Hanno, comunque, trovato la cassaforte. Non è di quelle murate, ma è molto pesante. Si vede dai segni che hanno cercato di aprirla. Poi l’arrivo di un boscaiolo e di suo padre deve averli disturbati».

Fuga e incidente. I quattro sono risaliti sulla Peugeot 306, intestata a un pregiudicato e poi abbandonata in strada dopo l’urto con un veicolo in sosta mentre venivano inseguiti dai carabinieri, per dileguarsi. Era mezzogiorno quando alla centrale operativa è arrivata la segnalazione di una macchina sospetta. E così i militari di Pontasserchio e quello del nucleo operativo e radiomobile si sono lanciati alla ricerca della banda. Dopo pochi minuti dall'allarme, la pattuglia di Pontasserchio ha incrociato la Peugeot. I militari hanno sbarrato la strada ai malviventi che, non vedendo altre vie di fuga, hanno tentato di evitare i carabinieri. Una manovra terminata contro una macchina in sosta ai margini della carreggiata. Dopo lo schianto i quattro sono usciti dall’abitacolo per scappare a piedi nei campi lungo l’argine del Serchio. L’auto è stata sequestrata e, a partire dall’identità certa dell’intestatario, gli investigatori sono ottimisti sull’individuazione di tutta la gang.

La caccia. A quel punto è partita la caccia ai banditi. In zona sono arrivati anche i carabinieri di San Giuliano, Milgliarino e altri del radiomobile. Di rinforzo si sono presentate anche le unità cinofile del nucleo carabinieri di San Rossore. Trascorsi appena 30 minuti dalle ricerche, uno dei fuggitivi è stato intercettato e bloccato da una pattuglia del radiomobile mentre sbucava da un canneto. È stato portato in caserma e identificato: vive a Viareggio e ha 17 anni. Nel pomeriggio era già al centro per minori di Firenze. La caccia all’uomo è proseguita fino a tarda sera tra i campi alla ricerca degli altri tre compari. Di loro nessuna traccia, salvo quelle lasciate nell’abitazione del colonnello e nell’auto.

Il ringraziamento. «I danni ci sono e poi la casa messa a soqquadro non è piacevole – conclude l’ufficiale –. Alla fine devo dire che è andata bene grazie al senso civico del boscaiolo e alla professionalità davvero encomiabile dei carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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