Sicurezza
Smascherati i furbetti dei contributi
In sette devono ridare 20mila euro ottenuti con false autocertificazioni per pagare gli affitti. Rischiano anche una denuncia
PISA. Ci hanno provato, ma sono stati scoperti. Avevano ottenuto i contributi comunali per pagarsi l’affitto sostendo di avere una condizione reddituale e patrimoniale compatibile con i requisiti chiesti dal Comune per erogare i fondi.
Quando, però, la Guardia di finanza è andata a spulciare entrate mensili e proprietà si è resa conta che non avevano diritto ai soldi versati da Palazzo Gambacorti per il bando 2010. E così i “furbetti” dell’affitto rischiano una denuncia per indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato (pena da 6 mesi a 3 anni), ma soprattutto sono chiamati a restituire i contributi presi senza averne diritto sottraendoli a chi ne aveva davvero bisogno. Il conto finale ammonta a circa 20mila euro.
Sono sette le posizioni identificate dal Comune sulla base dei riscontri conclusi dai finanzieri. Gli importi della restituzione vanno da un minimo di 1878 a un massimo di 3911 euro. Soldi che il Comune pretende e per i quali ha già avviato un’azione di recupero che, in caso di “dimenticanze” da parte dei destinatari del provvedimento, si tradurrà in pignoramenti dei beni di quelli che si sono trasformati in debitori dell’ente.
L’ufficio Politiche della Casa, applicando l'articolo 3 del bando per l’assegnazione dei fondi, aveva inviato alla Guardia di Finanza «gli elenchi degli aventi diritto al contributo per il controllo circa la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rese ai fini della partecipazione al presente bando». Quattro italiani e tre stranieri avrebbero, secondo le Fiamme Gialle, presentato una situazione patrimoniale discordante con quella appurata dagli investigatori.
I controlli. Si chiama Serpico, dal nome del famoso poliziotto americano, il sistema informatico che consente alla Finanza di incrociare i dati dei cittadini e verificare la loro situazione patrimoniale, assicurativa e bancaria. A Roma un super cervellone Serpico (acronimo di Servizi per i contribuenti) processa 22mila informazioni al secondo per mettere a confronto dichiarazioni dei redditi, polizze assicurative, informazioni del catasto, del demanio, della motorizzazione e molto altro e stanare così gli evasori fiscali. Con gli ultimi aggiornamenti il cervellone può fotografare i movimenti dei conti correnti e controllare tutte le operazioni sopra i mille euro.
Il codice fiscale. Basta inserire codice fiscale o partita Iva del contribuente e la macchina si mette in moto: dalle ultime dichiarazioni dei redditi alle proprietà, dalle utenze a qualsiasi altra azione di cui resta traccia e per cui abbiamo dovuto usare il codice fiscale.
Schermata dopo schermata, il pc rivela auto intestate, bolletta di luce, acqua e gas, iscrizione a circoli, spese per la ristrutturazione di casa, polizze assicurative. Per sette assegnatari dei contributi su quelle schermate è apparso più di quello che avevano autocertificato.
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