Polizze rc auto compilate male per decine di pisani sono guai
L’associazione Baby Consumers: soprattutto con i contratti online, le compagnie si fanno risarcire dal cliente che ha sbagliato a dichiarare qualcosa nel momento in cui ha stipulato l’accordo
PISA. Decine di casi già segnalati agli sportelli delle associazioni consumatori, ma i casi a Pisa e provincia sarebbero molti, molti di più. Rc auto, attenti a cosa dichiariamo: i l boom delle “polizze su misura” assicurazioni online con ampio risparmio sulla polizza, se per gli automobilisti più “informatizzati” si può tradurre in un grosso beneficio, per quelli meno avveduti può diventare un pericolosissimo boomerang. E molti pisani stanno pagando le conseguenze dei loro errori. Perché gli incidenti sono tanti: gli ultimi dati ufficiali, quelli del 2012, parlan odi 1700 sinistri a Pisa e provincia (il 39% nel capoluogo), con ingenti danni economici a parte ovviamente il triste bagaglio di morti e feriti.
Spiega Pino Staffa, presidente dell’associazione pisana Baby Consumers: «Se si fanno dichiarazioni non corrette quando sottoscrivete una polizza, in modo particolare online o presso gli sportelli bancari o postali, le compagnie assicurative possono far scattare la rivalsa sull’assicurato».
Ci sono due parole nei contratti alle quali non ci si fa caso (ed è un grave errore): esclusione e rivalsa e quando si tratta di Rc auto in caso d’incidente, fanno una bella differenza.
L’“esclusione” riguarda tutte quelle condizioni contrattuali che limitano, riducono o escludono alcune coperture. E “rivalsa”? Semplice: le compagnie assicurative possono chiedere al proprio cliente la restituzione di quanto hanno risarcito, se il sinistro risulta viziato da cause, appunto, di esclusione.
«Ogni assicurazione – spiega Baby Consumers - adotta regole proprie e chiederà la restituzione del risarcimento versato a terzi, se nel contratto sottoscritto, se l’assicurato ha dato delle informazioni non corrette su alcuni parametri che determinano il calcolo del rischio e di conseguenza l’importo del premio da pagare».
La casistica parla di due tipi di circostanze che condannano l’automobilista “distratto”. Le prime riguardano i comportamenti sbagliati “su strada”. Gli esempi tipici sono la guida con la patente scaduta; la guida in stato di ebbrezza o dopo aver preso farmaci o droghe, o “sostanze psicotrope”, come dei farmaci molto diffusi (ad esempio ansiolitici) per cui, per violare il codice della strada, talvolta è sufficiente mettersi alla guida dopo assunto un farmaco regolarmente prescritto dal medico; o ancora la mancata revisione del veicolo e il trasporto non conforme (ad esempio 5 persone a bordo di un’auto omologata per 4).
Finora abbiamo parlato di casi in cui l’automobilista aveva comunque una responsabilità a titolo di colpa (come i lettori sanno, la mancata conoscenza delle normative, per la legge italiana non è una scusante). Ma ci sono gli altri casi, ed è qui che bisogna stare molto attenti quando si sceglie ed eventualmente si “personalizza” la polizza.
Dice Staffa: «Con la liberalizzazione del mercato, sono arrivate molte polizze personalizzate, sulla base di un questionario preciso. Solo che non sempre gli assicurati sono consapevoli: in presenza di dichiarazioni inesatte o di cambiamenti delle condizioni non tempestivamente comunicate, in caso d’incidente l’assicurazione può attivare la rivalsa. Uno dei casi classici è l’indicazione di un Cap (codice di avviamento postale) inesatto, la mancata comunicazione della variazione di residenza, il numero dei Km percorsi mediamente in un anno (10 - 20 - 30 mila), il luogo dove viene custodita l’auto di notte (in strada, box privato, garage, cortile o recinzione privata), quanti punti si hanno sulla patente, da quanti anni si ha la patente». E attenzione alla condivisione della guida del veicolo: può venir chiesto se oltre al proprietario, ci sono altri conducenti abituali, in questo caso il premio aumenta e non dichiararlo, se al momento dell’incidente l’auto era guidata da un’altra persona, la rivalsa è certa. «In ogni caso il consiglio è di non mentire mai: a rimetterci, in caso d’incidente, siete sempre voi».
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