Il Tirreno

Pisa

Comune, mancano i fondi dovuti dalla Regione

di Pierluigi Ara
Comune, mancano i fondi dovuti dalla Regione

Nelle casse comunali 710mila euro in meno: in gran parte sono finanziamenti che da Firenze devono coprire interventi previsti nel piano triennale delle opere

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CALCI. Mancano all’appello 710mila euro nelle casse comunali. Sono soprattutto i finanziamenti che la Regione deve ancora per la copertura degli interventi inseriti nel piano triennale delle opere (110mila euro per l’area esterna della Certosa, 480 mila euro per l’asilo nido della Gabella e 120 mila euro per la materna). Comunque, il consiglio comunale ha approvato l’assestamento finale del bilancio, illustrato dal vicesindaco Antonio Piccioli. Il sindaco Bruno Possenti commenta: «Per chiudere in pareggio c’erano due possibilità: aumentare l’aliquota Imu oppure utilizzare per la spesa corrente l’avanzo del 2012. Abbiamo scelto la seconda strada». Possenti fa i conti: «L’esercizio 2012 si era chiuso con un avanzo di circa 650mila euro. Dovevano essere utilizzati prevalentemente per interventi sul territorio. Ai primi di novembre, quando l’esercizio 2013 era quasi concluso, abbiamo saputo che il meccanismo del cosiddetto fondo di solidarietà ci ha tolto 350mila euro. Una parte dell’Imu versata dai cittadini di Calci viene trattenuta dallo Stato e versata ad altri Comuni. La situazione è aggravata da un introito da oneri di urbanizzazione inferiore alla previsione di oltre 200 mila euro».

Possenti è consapevole che sono numerosi i bisogni e ci sono carenze urbanistiche d’arredo. Ammette: «Ne risentiranno le piccole cose sotto gli occhi di tutti, ma riusciremo a mantenere invariato l’impegno per le politiche sociali, per l’istruzione, per i giovani, per il sostegno delle associazioni che operano nell’ambito della cultura, dello sport, del volontariato, per il sostegno alle attività produttive». In ultima analisi questi sono i dati salienti dell’assestamento finale del bilancio.

Inoltre il sindaco vuole dire la sua sulla vicenda del Green Village legato al progetto della Libertas. Riferisce: «Nel mese di luglio il presidente della polisportiva Libertas propose la costituzione di una società a capitale misto pubblico e privato. Il progetto prevedeva la realizzazione di strutture ricettive e di servizio sia di carattere precario che stabile, finalizzate ad ospitare attività per il tempo libero. L’area era il parco comunale della Cagnola. Il progetto è stato sottoposto alla valutazione dei tecnici e del segretario comunale. Ha fatto seguito un incontro con la giunta. È stato fatto rilevare che, nella situazione legislativa attuale, il Comune non può partecipare al tipo di società proposta, che l’area individuata è destinata dallo strumento urbanistico a verde attrezzato e che le strutture ipotizzate non possono essere realizzate in quel luogo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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