Il Tirreno

Pisa

Rifiuti, marcia indietro sul porta a porta

di Francesco Loi
Rifiuti, marcia indietro sul porta a porta

L’assessore Sanzo: «La Tares aumenterà già del 9%, non possiamo andare oltre». Sì ai cassonetti interrati nel centro

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PISA. Rinviato il porta a porta. Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti non comincerà nel 2014 come annunciato in un primo momento. Il prossimo anno ci sarà solo una sperimentazione che riguarderà Ospedaletto e Montacchiello, aree con poche abitazioni e molte aziende. La marcia indietro della giunta comunale è stata confermata dall’assessore all'ambiente Salvatore Sanzo alla quarta commissione consiliare. «L’introduzione di questo sistema avrebbe inciso troppo sulle tasche dei cittadini», dice Sanzo. Il motivo essenziale è che, a proposito di rifiuti, i pisani saranno già chiamati a pagare di più. Come annunciato dalla giunta presentando il bilancio preventivo, per la Tares (il tributo sui rifiuti e sui servizi indivisibili) è previsto in bolletta un aumento di circa il 9%. Un salto in avanti più contenuto rispetto ad altri territori, ma comunque sempre una spesa ulteriore dovuta a diversi fattori: l’obbligo di coprire il 100% del servizio, gli effetti dell’Iva al 22%, l’adeguamento all’inflazione e l’investimento per le isole ecologiche interrate.

Cassonetti interrati sì. Queste isole, ovvero i cassonetti interrati nel centro storico, sono invece confermate. «Entro la fine del 2014 saranno operative», dice Sanzo. Le isole interrate, come da programmi già stabiliti nella precedente legislatura, sono previste solo nel centro storico, mentre il porta a porta avrebbe servito le periferie. Comune e Sovrintendenza hanno eseguito una serie di sopralluoghi per la collocazione delle isole, con la sequenza dei cassonetti secondo i diversi tipi di rifiuto: molte posizioni coincidono con quelle attuali emerse. Il sistema dei cassonetti interrati costerà 2,5 milioni di euro (con un contributo dell’Ato rifiuti di 1,2 milioni). Ma quante saranno le isole interrate? Trenta: 18 dovrebbero essere a Pisa nord e 12 a Pisa sud. Con i 2,5 milioni di euro saranno acquistati sia i cassonetti che i compattatori debitamente attrezzati. L’estensione delle isole è prevista fino a 12 metri e, sotto ogni “cupoletta” emersa (5 per ciascun gruppo), troveranno posto 5 cassonetti. I cassonetti si potranno aprire sia a mano che con la tessera. Dalla Tares dovranno uscire anche le risorse economiche per sostenere i costi dei quattro centri fissi (le stazioni ecologiche) per la raccolta differenziata e per le cam (stazioni mobili), che saranno utilizzate solo per i rifiuti speciali.

Porta a porta. Una valutazione politico-economica porta dunque al rinvio del porta a porta che, dopo la sperimentazione nella zona industriale, dal prossimo autunno avrebbe interessato le periferie, a cominciare da Putignano e Riglione. Una scelta che la giunta sosteneva con convinzione di fronte a quote della raccolta differenziata che non riescono a crescere. Ma in questo senso è arrivato in aiuto il collegato ambiente alla Legge di stabilità, dove è contenuta la proposta di spostare il traguardo del 65% addirittura al 2020, mettendo invece un tetto al 35% per il 2014. Questo significherebbe per Pisa, che è intorno al 40%, rispettare già ora le norme. Il porta a porta tornerà nei programmi nel 2015. «Fare una buona differenziata, cercando di andare verso l’obiettivo dei “rifiuti zero” - dice Sanzo - resta un obiettivo strategico, ma quando ci sono le giuste condizioni: non ci divertiamo certo a mettere le tasse, anche noi come cittadini le paghiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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