Attenzione
Pieragnoli al Comune: spostate i gazebo di Corso Italia
PISA. «Ci aspettiamo che il Comune dia quanto prima una risposta alla nostra ripetuta richiesta di spostamento del mercatino natalizio attualmente nel tratto iniziale di Corso Italia». Lo chiedono...
PISA. «Ci aspettiamo che il Comune dia quanto prima una risposta alla nostra ripetuta richiesta di spostamento del mercatino natalizio attualmente nel tratto iniziale di Corso Italia». Lo chiedono Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, Massimo Rutinelli, presidente del Centro Storico, Alessandro Trolese, vicepresidente ConfcommercioPisa, al termine di un sopralluogo svolto tra le attività commerciali di Corso Italia coinvolte. Spiega il direttore Pieragnoli: «Impossibile dare torto a i commercianti e non provare la stessa rabbia che provano loro davanti a questo muro di banchi, che separano in maniera definitiva un lato dall’altro. Impossibile non condividere la loro stessa delusione, alla luce delle festività natalizie, dove l'opportunità di fare finalmente qualche affare è ostacolata fisicamente da questo mercatino, per la verità poco decoroso e per nulla in sintonia con il Natale. Gli accordi peraltro non erano questi, ConfcommercioPisa non ha mai autorizzato una simile decisione e la nostra proposta è sempre stata quella di uno smistamento del mercatino tra piazza La Pera e piazza Vittorio Emanuele. Qualcuno ha deciso di procedere diversamente, ma crediamo che il Comune, al di là delle voci di corridoio che si rincorrono anche in queste ore, debba comunque dare ai commercianti una risposta ufficiale, chiara e definitiva». Aggiunge Massimo Rutinelli: «Tutto è avvenuto all'improvviso, senza che nessuno dei commercianti sapesse niente. La decisione di mettere il mercatino in Corso Italia non ha molto senso e finisce per penalizzare commercianti che pagano fior di tasse alle casse comunali. Anche se poco, c'è tempo e margine per ripensare a questa decisione».
Commenta Alessandro Trolese: «Mi domando quali vantaggi porti alla collettività una simile decisione, controproducente rispetto a commercianti che aspettano il Natale. E anche dal punto di vista merceologico è inaccettabile che in questi mercatini si vendano i medesimi oggetti che si vendono nei negozi».
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