Il dolore
E l’abusivismo toglie un altro po’ di reddito
Gli incassi di un venditore di merci contraffatte sono stimati tra 200 e 800 euro al giorno
PISA. Secondo Confesercenti, «ai danni creati dalla concorrenza sleale creata dalle leggi dello Stato occorre aggiungere quelli dell’abusivismo: un fenomeno sotto gli occhi di tutti e da tempo osservato dalle forze dell’ordine, ma sul quale lo Stato si mostra ancora disattento».
Spiega il direttore Marco Sbrana: «In questo contesto Pisa rappresenta un punto terminale della “filiera” ed uno dei centri più importanti della commercializzazione delle “griffe” taroccate. Da una presenza contenuta ma comunque sempre elevata per una città come la nostra (50/60 presenze degli anni Ottanta), ci troviamo, oggi, invasi da una marea sempre più crescente di venditori abusivi, che diversi studi e rilevazioni sul campo stimano in non meno di 300/400 elementi. Ai senegalesi si sono aggiunte altre etnie, principalmente cinesi e cingalesi, che, comunque, trattano prodotti di minore impatto commerciale ma di pregiudizio per la salute specialmente dei minori (giocattoli, bigiotteria, ecc). Dalla vendita di oggetti di poco valore economico siamo oggi passati alla vendita di oggetti di maggior valore, non solo economico ma anche estetico (borse, calzature, orologi) tutti, ovviamente, falsificati ma di buona fattura e qualità».
«Si ritiene che il volume di affari globale e pro capite di ogni venditore abusivo di merci contraffatte operante sul territorio di Pisa e provincia – conclude Sbrana - sia identico se non superiore a quanto è emerso dalle indagini condotte dalla Confesercenti emiliana e da quella di Padova: una media, cioè che si aggira intorno ad incassi giornalieri tra 200 e 800 euro procapite pari ad un giro d'affari totale di circa 50 milioni di euro annui».
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