Toscana
Niente ricorso al Tar in attesa della soluzione piazza Manin
PISA. Inizia con un segnale di distensione da parte dei bancarellai una settimana che potrebbe portare alla conclusione della vicenda legata al via libera per piazza Manin come sede temporanea delle...
PISA. Inizia con un segnale di distensione da parte dei bancarellai una settimana che potrebbe portare alla conclusione della vicenda legata al via libera per piazza Manin come sede temporanea delle 43 attività trasferite da piazza dei Miracoli. Il segnale di distensione riguarda il ricorso al Tar che a suo tempo gli ambulanti avevano presentato per quanto riguarda l’ordinanza del 30 aprile 2012, quella che fissava i tempi e le modalità della rimozione delle bancarelle da piazza dei Miracoli. Dopo la bocciatura della richiesta di sospensione del provvedimento sia da parte del Tar che del Consiglio di Stato, non ritenendo entrambi gli organi un danno permanente agli operatori, il prossimo 19 dicembre era fissata l’udienza per la discussione di merito sull’ordinanza da parte dei giudici amministrativi fiorentini. Attraverso i propri legali (Duccio Maria Traina, Carmelo D’Antone e Stefano Verità) gli ambulanti hanno deciso di richiedere una sospensione del giudizio (cancellazione della causa dal ruolo è il termine giuridico) nella speranza che la vicenda giunga a una conclusione con la concessione di piazza Manin come sede per riaprire i banchi ormai chiusi dal 13 settembre. Così i bancarellai attendono la conclusione della conferenza dei servizi, che la settimana scorsa era stata aggiornata in attesa di un nuovo sopralluogo della Soprintendenza, senza contrapporsi al Comune con il ricorso al Tar. Il sindaco potrebbe riconvocare la conferenza questa settimana, dopo le nuove valutazioni sulla disposizione dei banchi in piazza Manin. Altro nodo fondamentale per sbloccare l’area richiesta dai bancarellai, è la costituzione del consorzio. Gli ambulanti stanno andando avanti nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno rallentato la costituzione formale, dovute alla ricca documentazione da produrre al notaio per la firma definitiva, in considerazione che almeno quaranta sono i soggetti che parteciperanno al consorzio almeno in questa fase costitutiva. Una procedura complessa che sembra però in dirittura d’arrivo.
Daniele Benvenuti
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