Il Tirreno

Pisa

Sono valide le multe per chi parcheggia fuori dagli stalli blu

di Antonio Scuglia
Sono valide le multe per chi parcheggia fuori dagli stalli blu

I vigili urbani vincono nei ricorsi davanti al giudice di pace Gratta e sosta scaduti, chiesta al Comune più elasticità

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PISA. Occhio a dove parcheggiamo e a quanto dura il “gratta e sosta”. Sarà che le casse pubbliche sono dissanguate, ma è un brutto periodo per gli automobilisti pisani che sgarrano anche di un’inezia, parcheggiando “vicino” agli stalli blu oppure dimenticandosi di pagare per intero la sosta col “grattino” o con le monete nei nei parchimetri.

Fuori dagli appositi stalli (cioè immediatamente prima e dopo la fila delle strisce blu) la sosta è vietata: è quanto è stato affermato in ben quattro sentenze emesse in questi giorni dai Giudici di Pace di Pisa , avverte il Comando della polizia municipale. Accolta la tesi dei vigili urbani: «Laddove sussista uno spazio teoricamente sufficiente per la sosta di un veicolo e lì non sia stato tracciato uno stallo, una ragione deve pur esserci; magari siamo in prossimità di una intersezione, c’è un attraversamento pedonale, un accesso a civile abitazione o a una scuola, o comunque uno stallo in quel punto pregiudicherebbe la sicurezza della circolazione e soprattutto quella degli utenti deboli della strada. Si è invece diffusa la cattiva abitudine di parcheggiare subito prima e subito dopo la fila degli stalli blu, nell’erronea convinzione che non sussista alcun divieto, come se l’intralcio alla circolazione non li riguardasse affatto».

Nelle citate sentenze, il giudice ha sottolineato che i veicoli sanzionati sono stati parcheggiati fuori dagli spazi consentiti volutamente, e così sono stati sanzionati. Secondo la Polizia municipale «è stato così riconosciuto, in modo uniforme, tra l’altro, come la sanzione in questo caso colpisca la condotta di chi “ha preferito” parcheggiare la propria auto dove e come gli facesse più comodo, sull’astratto assunto che detta condotta non fosse comunque sanzionabile ed in spregio di chi, con senso civico e rispetto per gli altri, paga il ticket e sosta, senza intralciare gli altri utenti della strada».

Intanto recenti articoli di stampa rilanciano l’annosa polemica riguardante la multa per il parcheggio a pagamento scaduto. Se un automobilista resta più a lungo del consentito nello stallo blu, si vede appioppare una multa che può superare i 40 euro. A Pisa per esempio la multa “piena”, se si viene trovati sprovvisti di qualsiasi biglietto, è di 43 euro (che diventano 28 se si paga nei primi 5 giorni), quella parziale (se il biglietto era stato pagato ma intanto era scaduto) è di 24 euro (17 con lo “sconto” per chi paga entro 5 giorni). «Eppure – afferma Pino Staffa, presidente dell’associazione Baby Consumers - secondo la logica, e anche secondo il ministero delle Infrastrutture, avrebbe diritto a pagare un esborso minimo, equivalente cioè alla differenza fra quanto dovuto e quanto effettivamente pagato. Infatti dal marzo del 2010 la disputa è stata chiarita grazie ad un parere tecnico-legale del ministero (Dipartimento per i Trasporti- Direzione Generale per la Sicurezza Stradale-Divisione II. Prot. 25783)”. Che recita: «Se viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza, non si applicano sanzioni ma si dà corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate dalle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale».

E ad affiancare la tesi del ministero ci sono state alcune sentenze dei giudici di pace in Puglia, che hanno annullato le sanzioni. Ma allora conviene fare ricorso al giudice di pace? Occhio a non farsi soverchie illusioni da facebook-dipendenti: «Purtroppo – dice Staffa – non vi sono certezze di vittoria, perché una sentenza di un giudice di pace di un’altra città non fa certo giurisprudenza. Però sarebbe auspicabile una presa di coscienza dell’amministrazione, graduando maggiormente la somma da far pagare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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