Il dolore
Ribaltone Pd, Renzi si prende anche Pisa
Lo vota pure il sindaco Filippeschi («ha interpretato la voglia di cambiare»), delude Cuperlo sostenuto dai dirigenti locali
PISA. Pisa è renziana. Il Pd che aveva abbracciato Bersani e lo aveva acclamato e votato alle primarie si è dissolto nel tempo e nei mal di pancia di chi aveva votato l’allora segretario del partito nella convinzione di vederlo premier. A distanza di un anno, Renzi si riprende la sua rivincita facendo proseliti a Pisa e in provincia. E se gli iscritti al partito, soltanto un mese fa, alle primarie per selezionare i tre candidati alla poltrona di segretario nazionale avevano preferito Cuperlo a Renzi, il popolo dei simpatizzanti del partito, i non-tesserati, ha indicato senza ombra di dubbio la strada da seguire. Una sorta di tsunami che si rovescia sugli equilibri del partito anche sul nostro territorio.
Filippeschi pro-Renzi. Il sindaco Marco Filippeschi che non si era mai dichiarato pubblicamente e in modo esplicito, lo ha fatto ieri pomeriggio su Facebook a urne ancora aperte. «Fra i tre ho scelto Matteo Renzi - scrive Filippeschi sul suo profilo - Nonostante le differenze, che restano, è la posizione più vicina alla mia su punti per me decisivi per uscire dal pantano». E, dopo il responso delle urne, Filippeschi afferma che «Renzi impersona la grande voglia di cambiamento. Lo hanno votato sia chi condivideva le sue idee sia chi non le condivideva tutte. Io sono d’accordo su bipolarismo, riforme della Costituzione, riforma elettorale alla francese con doppio turno. E già questo è molto. Non condivido il suo stile, con la rottamazione ha fatto di ogni erba un fascio anche se ci voleva coraggio e una forte spinta». Come mai, solo all’ultimo giorno ha reso noto il suo voto? «Ho aspettato di capire le scelte di Renzi sul governo Letta. Io sono perché il governo continui la sua azione e credo che Renzi abbia trovato un punto d’equilibrio».
Fontanelli “prova” Renzi. Con questa scelta, il sindaco prende le distanze dai cuperliani e da quella parte del partito che aveva sostenuto questa candidatura: in primis, l’ex sindaco e parlamentare Paolo Fontanelli. Un sodalizio che, ieri, si è interrotto. Filippeschi ha “strappato” non solo da un punto di riferimento del pd pisano, come Fontanelli, ma anche dal presidente della Regione, Enrico Rossi, anche lui schierato con Cuperlo. «Il risultato è netto», commenta Paolo Fontanelli che aggiunge: «Anzi, è andato al di sopra delle aspettative. La partecipazione è stata straordinaria. Ben tre milioni sono andati a votare, la democrazia in Italia, col Pd, è ben salda al contrario di quanto sosteneva Berlusconi che parlava di colpo di stato. Per ora Renzi aveva giocato di rimessa nel ruolo di oppositore, ma ora è chiamato alla prova. E già questa settimana ci sarà un primo passaggio importante come il voto di fiducia al governo Letta». E la sconfitta di Cuperlo, in queste proporzioni, come si commenta? «Mi aspettavo un risultato migliore. Ha pagato l’handicap di essere partito per ultimo, ma ha confermato il consenso degli iscritti».
L’esempio Zambito. L’assessore Ylenia Zambito, lettiana, che alle ultime politiche, per pochi voti, non ha fatto il salto a Montecitorio, afferma: «La grande affluenza alle primarie Pd dimostra che gli italiani hanno ancora speranza e credono nella politica, nonostante tutto. Ho votato Cuperlo ma da domani Renzi avrà tutto il mio sostegno, perché la bellissima pagina di democrazia di oggi non si sgualcisca».
Federico Gelli. «Un grande risultato. Questa vittoria carica di grandi responsabilità noi parlamentari a cui Renzi chiederà un impegno ancora maggiore per far passare il progetto anche nel nostro territorio. Nel mio caso, sono l'unico parlamentare renziano della costa, questo mi carica di grandi responsabilità. Può darsi che qualche dirigente abbia fatto un calcolo di opportunismo, ma questo risultato viene soprattutto dalla base, dalla gente, non è filtrato dal gruppo dirigente. Lo dimostra l'affluenza elevata. In questo momento voglio ringraziare soprattutto quelli che si sono impegnati con me dalla prima ora al fianco di Matteo. E poi anche tutti gli altri, i convertiti sulla via di Damasco».
Samuele Agostini. Il "rottamatore" pisano che in passato ha bombardato tanto l'establishment locale, sostenitore di Civati: «Qualche voto Civati lo ha preso nonostante la forza mediatica fosse di 10 a 1 a nostro svantaggio… E l'apparato cuperliano è crollato. La speranza è che il Pd a Pisa diventi un partito migliore».
Il voto nei quartieri. Rapida lettura dei risultati nei quartieri cittadini. Renzi sfonda quota 70 per cento nel seggio di Coltano e sfiora quel traguardo a Porta a Mare (69,54) e Marina (69,73). Il voto sul litorale, dove il Pd è storicamente meno forte, può significare sia un allargamento del consenso come da propositi del sindaco fiorentino o anche un "inquinamento" del voto. Nelle zone più rosse, come Riglione (63,32) e Putignano (58,10), raccoglie buoni consensi ma senza svettare. Il parziale più basso (51,99) a Pisa centro. Cuperlo, che in termini assoluti batte Civati di poco più dell'1%, ha le migliori performance ai Passi (30,99) e a Coltano (29,69); la peggiore a Pisa centro. Guardando i voti presi da Civati si chiude il cerchio: sorprendente 34,35% nel seggio di Pisa centro (dove la presenza studentesca può aver fatto la differenza) e addirittura zero preferenze a Coltano. Buona affermazione anche nel seggio di Pratale Don Bosco.
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