Il Tirreno

Pisa

Il Pd sceglie il leader E il sindaco fa capire che voterà Renzi

di Gianluca Campanella

Urne aperte dalle ore 8 alle 20, in città i seggi sono 14 Gli effetti del voto si ripercuoteranno sugli equilibri locali

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PISA. Se i sondaggi sono giusti, stasera il Pd nazionale si ritroverà a maggioranza renziano, mentre la federazione pisana del partito è una delle poche roccaforti di Cuperlo. Cosa cambia? Se il sindaco di Firenze è costretto al ballottaggio o vince di misura, cambia poco; anche perché la coabitazione nella città del Giglio dura già da tempo tra Matteo Renzi e il governatore della Toscana, Enrico Rossi (pontederese e cuperliano): i rapporti di forza sarebbero solo invertiti, perché ora il più forte diventa il rottamatore. Se, al contrario, Renzi vince con una grossa affluenza,in quel caso i tanti borderline – che finora si sono timidamente schierati o hanno nascosto del tutto le proprie preferenze – passerebbero in massa dalla parte del vincitore, non tanto per emulare lo sport italiano di “salto sul carro”, quanto per evitare frizioni ulteriori a una formazione politica che quando celebra i congressi vive sempre momenti delicati. In segreteria comunque non sono previsti scossoni, poiché i congressi locali sono stati volutamente anticipati e tenuti separati dal voto per il successore di Epifani.

Il sindaco. Con l’ottica di raffreddare gli animi si spiega la scelta del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, di non ufficializzare il nome che scriverà sulla scheda: fatte le debite proporzioni, è un po’ come Prodi che – padre nobile del Pd e tre volte tradito – solo all’ultimo ha deciso di andare alle urne e non svela per chi vota. Ma per il due volte presidente del consiglio si intuisce quantomeno un’affinità con Civati, il terzo concorrente segretario; invece Filippeschi lascia intendere (non avendo mai smentito le ricostruzioni dei giornalisti che gli attribuivano simpatie renziane) di sentirsi in questo momento più vicino al sindaco di Firenze, nonostante le differenze che pure restano.

Il voto. Sono 123 i seggi in tutta la provincia, di cui 14 in città; e saranno aperti dalle 8 alle 20. In questa pagina mostriamo l’ubicazione dei gazebo pisani. Sul sito www.pdpisa.it c’è l’elenco completo. L’elettore deve recarsi nel seggio previsto per la sezione che compare sulla sua tessera elettorale, a meno che entro venerdì scorso non abbia chiesto in modo diverso. Under 18 (ma over 16) che non hanno la tessera elettorale dovevano registrarsi entro l’altro ieri; e pure per stranieri e studenti fuori sede valeva la stessa scadenza. Le urne sono aperte a tutti: basta andare al seggio con un documento d’identità, la tessera elettorale e 2 euro di contributo minimo; sarà richiesto di registrarsi all’Albo degli elettori del Pd e di firmare la normativa sulla privacy.

La scheda. In corrispondenza del nome di uno dei tre candidati a capo del Nazareno, sarà possibile esprimere una sola preferenza. Infatti, collegata al nome del candidato segretario, c’è una lista di candidati all’assemblea nazionale Pd: quanto maggiore sarà la percentuale di voti raccolti dal segretario nella provincia, più saranno gli esponenti della lista che entreranno nell’assemblea nazionale. Per Renzi i pisani in lizza sono: Antonio Mazzeo, capolista, Angela Pirri, Carmine Zappacosta, Patrizia Bongiovanni, Ranieri Bizzarri, Sandra Biondi, Andrea Marini e Valentina Del Monte. A sostegno di Cuperlo si propongono: Cristian Pardossi, Olivia Picchi, Paolo Fontanelli, Liviana Canovai, Alessio Rocchi,Daniela Andreotti, Dario Calvani, Valeria Papini. Per Civati corrono: Giovanni Russo, Mina Canarini, Carlo Modica, Emanuela Amendola, Jonni Guarguaglini, Barbara Guerrazzi, Samuele Agostini eValentina Ricotta.

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