Il Tirreno

Pisa

LA PROPOSTA DEL “MUNICIPIO”

«Il Comune deve requisire lo stabilimento dismesso»

«Il Comune deve requisire lo stabilimento dismesso»

PISA. Il Municipio dei beni comuni chiede all’amministrazione di requisire l'ex Colorificio. Il cartello di associazioni ha presentato una proposta elaborata dal giurista Ugo Mattei, ordinario di...

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PISA. Il Municipio dei beni comuni chiede all’amministrazione di requisire l'ex Colorificio.

Il cartello di associazioni ha presentato una proposta elaborata dal giurista Ugo Mattei, ordinario di diritto civile all'Università di Torino, di acquisizione formale da parte del Comune dell'immobile di via Montelungo «che la Jcolors – accusano gli attivisti – vuole invece sfruttare per una gigantesca speculazione edilizia».

«Risulta nei poteri dell'amministrazione provvedere all'espropriazione dell'immobile e alla sua riassegnazione a fini di utilità generale – si legge nella proposta che sarà discussa durante l'incontro del 17 dicembre con l'amministrazione – corrispondendo un indennizzo (che dato il danno dallo stesso prodotto causa l'inutilizzo non può che essere del tutto simbolico)». Il “Municipio” chiede al sindaco di «diffidare i proprietari formali dell'immobile affinché adottino tutti i provvedimenti necessari al perseguimento della funzione sociale dell'immobile attraverso la ripresa della produzione industriale, restituendo alla collettività pisana i posti di lavoro cancellati e fissando un tempo congruo per la ripresa della produzione».

Allo scadere del tempo non produttivo gli attivisti chiedono al sindaco di stabilire una procedura democratica anche di tipo referendario per la decisione sul futuro utilizzo dell'immobile così «dichiarato bene comune».

Dopo l'occupazione e il successivo sgombero, ieri pomeriggio un centinaio di attivisti del “Municipio” si sono riuniti in presidio in piazza Garibaldi. Critiche verso il prefetto «che – dice Ciccio Auletta, consigliere comunale di Una città in comune-Prc – non ha voluto ricevere una delegazione “istituzionale” (oltre Auletta, il deputato Fratoianni e il “prete di frontiera” don Santoro, ndr): registriamo una chiusura totale da parte della prefettura».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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