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Pisa

I bus hanno ripreso a circolare, per ora

I bus hanno ripreso a circolare, per ora

Una tregua in attesa della trattativa che si aprirà domani per arrivare entro gennaio a un nuovo accordo aziendale

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PISA. La quiete dopo la tempesta. Dopo due giorni di blocco e una lunga trattativa, il servizio di trasporto pubblico è tornato alla normalità. I pullman ieri hanno circolato regolarmente. Ha avuto un doppio effetto positivo l’intermediazione del prefetto Francesco Tagliente, che ha portato a un’intesa temporanea tra Ctt Nord, l’azienda di trasporto, e sindacati. Come previsto dall’accordo sottoscritto venerdì sera in Prefettura, gli autobus hanno messo fine allo sciopero selvaggio intrapreso giovedì scorso dai dipendenti della Ctt, con disagi per migliaia di utenti. Una tregua in attesa della trattativa che si aprirà a partire da domani e che dovrà portare alla stipula di un nuovo accordo aziendale entro il 31 gennaio.

L’intesa raggiunta nella serata di venerdì scorso prevede la sospensione dei contratti integrativi in vigore alla ex Clap di Lucca, applicati dallo scorso 1 ottobre anche ai dipendenti pisani (ex Cpt) e livornesi (ex Atl), dopo il mancato accordo nella trattativa per il nuovo contratto. L’introduzione degli integrativi ex Clap ha comportato la decurtazione degli stipendi dei dipendenti pisani per circa 250 euro e scatenato le proteste dei giorni scorsi.

A ristabilire la calma è stato l’ok al ripristino (ma fino al prossimo gennaio) dei contratti di secondo livello ex Cpt, con contestuale restituzione di quanto decurtato dagli stipendi nei mesi di ottobre e novembre. L’intesa prevede anche la riapertura di un tavolo di confronto tra azienda e sindacati per arrivare ad un accordo, soprattutto sulla parte salariale, entro la fine di gennaio.

La Filt Cgil ha elaborato una proposta (da sottoporre agli altri sindacati) che sarà presentata al tavolo delle trattative: questa ipotesi prevede una rielaborazione della proposta aziendale (che lega il riconoscimento delle indennità economiche al raggiungimento di determinati standard lavorativi) affinché i lavoratori possano continuare ad usufruire dei trattamenti economici previsti dalla normativa ex Cpt.

In caso di mancato accordo, il primo febbraio l’azienda potrà disdire (per la seconda volta) i contratti ex Cpt e, dopo 30 giorni, applicare l’accordo che riterrà più opportuno, presumibilmente quello ex Clap (il più conveniente per l’azienda).

Il braccio di ferro tra azienda e sindacati, che dura dallo scorso febbraio (quando è stato disdetto l’integrativo ex Cpt), e il blocco totale degli ultimi giorni potrebbero però essere solo un anticipo di quello che la gara per l’individuazione del gestore unico regionale (che sarà probabilmente bandita entro la fine dell’anno e su cui c’è l'interesse anche di aziende francesi e americane) potrebbe scatenare. La preoccupazione di sindacati e lavoratori è che se Mobit - il consorzio che riunisce tutte le aziende di trasporto pubblico locale della Toscana, compreso Ctt, e che parteciperà alla gara - non vincerà la gara, i contratti integrativi verranno nuovamente messi in discussione, scatenando una nuova tempesta.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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