Sicurezza
Condannata a restituire i soldi del Comune
Sentenza della Corte dei conti: impiegata dovrà rendere 5.438 euro non versati alla tesoreria
PISA. Si era appropriata di somme per migliaia di euro approfittando del ruolo svolto allo sportello dell’ufficio anagrafe comunale.
Scoperta come l’autrice di maneggi durati per diverso tempo, Patrizia Barsacchi, 60 anni, di Pisa, ancora in servizio, è stata condannata dalla Corte dei conti a risarcire all’amministrazione 5.438 euro, un importo che dovrà essere maggiorato con gli interessi.
Difesa dall’avvocato Patrizia Vizza, la 60enne, all’epoca dei fatti agente contabile dell’ente, non si è presentata davanti ai giudici contabili di Firenze. Una volta smascherata, l’impiegata ha proposto la restituzione rateale dei soldi al Comune. Scrive nella sentenza la Corte dei conti a proposito del comportamento dell’impiegata: «Si era appropriata della predetta somma, nella sua disponibilità in quanto relativa a riscossioni di importi concernenti diritti spettanti all'ente e, come tali, da riversare in tesoreria».
Alla Procura contabile nei mesi scorsi è arrivata la segnalazione proveniente da alcuni funzionari di Palazzo Gambacorti. Pacifica per la magistratura la responsabilità della donna, il cui legale aveva chiesto «che venisse dichiarata cessata la materia del contendere in quanto la convenuta ha preso accordi con l'ente locale per la restituzione rateale della somma». L’istanza non è stata presa in considerazione e la Corte ha condannato Patrizia Barsacchi a restituire i 5.438 euro comprensivi di interessi calcolati a partire dal 4 dicembre al giorno del saldo di quanto preso allo sportello dai cittadini e messo in tasca anziché versarlo nelle casse comunali.(p.b.)
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