Sicurezza
Una città senza bus I disagi smorzati dalla comprensione
Car pooling improvvisato e file di auto davanti alle scuole Molti imprecano, ma poi solidarizzano con gli autisti
PISA. Ci vuole un po’ a capire cosa manca, ad individuare nelle fermate dei pullman deserte l’elemento discordante nell’abituale paesaggio urbano. La notizia dello sciopero si è diffusa abbastanza in fretta (prime pagine dei giornali ed aggiornamenti sui siti dei quotidiani hanno prontamente diffuso la notizia fin dalla giornata di ieri) così la città non si è fatta trovare impreparata. Nelle periferie ci si arrangia, spesa nei piccoli negozi di quartiere invece che nel grande centro commerciale e commissioni negli uffici rimandate. In generale il clima è disteso e anzi sono molti gli attestati di solidarietà che si registrano per gli autisti impegnati nella lotta. Meno semplice la situazione per chi arriva a Pisa senza macchina. Stazione. Il parcheggio davanti alla stazione è più pieno del solito, molti hanno chiamato amici e parenti per farsi accompagnare a casa, come Antonio Sanna, studente di economia venuto ad accogliere la madre in visita: «Sapevo dello sciopero e sono venuto a prenderla. Per fortuna non sto lontano. Vorrà dire che ci faremo una passeggiata per il centro». Alle fermate antistanti la stazione è invece facile trovare qualche turista ignaro della protesta. È il caso di Mark Recemo, filippino, e della sua famiglia fermi in attesa della Lam Rossa: «Vogliamo andare a vedere la Torre. Stiamo aspettando da un quarto d’ora ma – aggiunge per niente scoraggiato - ora che so che c’è uno sciopero andremo a piedi». Sulla destra si nota la fila di taxi pronti a supplire al trasporto pubblico, chiediamo ai taxisti se oggi è aumentato il numero di clienti ma la risposta è negativa, con la crisi imperante sembra che tutti preferiscano una sana passeggiata. Aeroporto. Altro punto di arrivo e la situazione è più o meno la stessa. Qui i taxi sembrano viaggiare abbastanza alacremente. Davanti all’uscita degli arrivi e sotto la pensilina della Lam Rossa il capannello di viaggiatori in attesa è nutrito. Una volta spiegata la situazione i più si avviano a piedi verso il centro, il popolo del trolley si snoda infatti paziente lungo via Dell’Aeroporto, come Samuele Parrinello, studente siciliano appena atterrato in città: «Anche gli autisti hanno le loro ragioni, un taglio dello stipendio in questo momento è un duro colpo. Non abito lontano, preferisco andare a piedi».
Alberto Zapparoli invece viene da Londra dove sta conseguendo la laurea specialistica ed è venuto a trovare la propria ragazza che studia in città. Destinazione Cisanello, difficile farsela a piedi e la scelta del taxi diventa obbligatoria: «Prenderò un taxi anche se speravo di risparmiare quei soldi, non sono proprio economici» Dopo essersi informato sulla durata dello sciopero conclude: «Da una parte fanno bene a protestare, spero che almeno per il ritorno si sia sbloccata la situazione». Scuole. Ore 13, uscita dei ragazzi da scuola. Via Benedetto Croce è già presidiata da un’ora dalle macchine in doppia fila in attesa di figli e nipoti, al suono della campanella la viabilità è ridotta a mezza corsia. L’età anagrafica degli automobilisti in attesa evidenzia che esercito dei nonni è stato prontamente mobilitato. Le madri impazienti aspettano e confidano: «Da ieri pomeriggio – afferma Rita Assenza – ci siamo organizzate fra mamme. Ci siamo messe d’accordo per accompagnare insieme i nostri figli, alcune di noi sono passate a prendere i figli di chi non poteva prendere permessi da lavoro, altre si sono offerte di riportarli a casa. Capisco la protesta degli autisti, già è dura arrivare a fine mese così, figuriamoci con altri tagli. Basta organizzarsi e in qualche modo riusciamo a cavarcela, sperando che non duri troppo».
Le reazioni sul web. Più variegata la risposta degli utenti sul web, ecco alcuni commenti alla notizia dal nostro sito. Valentina Palamara scrive: «Meglio 200 € in meno che disoccupati!» ma poi corregge il tiro: «Il problema è quando decurtano gli stipendi e i vertici aziendali prendono fior di stipendi allora li è giusto è protestare». Duro il commento di David D'Alesio: «E' inaccettabile uno sciopero senza alcun preavviso!» al quale risponde Federica Tangini: «Gli autisti non sono fannulloni o insensibili, ci sono famiglie monoreddito che stanno vivendo mesi di inferno...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
