Italia
Quel deficit da sanare prima della gara
Cosa c’è all’origine della scelta di tagliare i costi del personale che ha fatto infuriare i lavoratori
PISA. Razionalizzazione dei costi e raggiungimento degli standard imposti dalla gara per l'individuazione del gestore unico regionale (che la Regione, probabilmente, bandirà entro la fine dell'anno).
All'origine del blocco del servizio di trasporto pubblico locale, c’è un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacati iniziato lo scorso febbraio, quando la Ctt Nord ha disdetto il contratto integrativo della ex Cpt per procedere all'armonizzazione dei contratti di secondo livello per tutti i dipendenti dell'azienda.
Come dichiararano i vertici della Ctt Nord lo scorso ottobre alla seconda commissione di controllo e garanzia del Comune, l'azienda, su cui pesa un debito di bilancio di circa cinque milioni di euro, ha individuato nel taglio dei costi del lavoro la priorità per rientrare dai debiti e per raggiungere gli standard imposti dalla gara regionale, con l'obiettivo di «fornire un servizio migliore a costi sostenibili».
La gara regionale si inserisce in un quadro nazionale di grande difficoltà per il trasporto pubblico: dal 2011 sono intervenuti pesanti tagli a cui va aggiunto il blocco delle tariffe, il blocco dei finanziamenti per l'acquisto degli autobus e i circa 6 milioni di euro che la Ctt Nord deve avere dagli enti locali.
Secondo l'azienda è indispensabile razionalizzare i costi perché la «Regione, per i primi due anni, non stanzierà più soldi di quelli attuali e, dal terzo anno, finanzierà meno» e per farlo è necessario intervenire sul costo del personale, «che rappresenta circa il 60% del bilancio, per arrivare ad un costo in linea con gli standard richiesti dalla Regione».
Da questa esigenza è scaturita la proposta di “armonizzazione dei contratti integrativi”, la cui trattativa con i sindacati si è conclusa con un mancato accordo. «Abbiamo proposto di riconoscere le indennità storiche a chi garantisce determinati standard e di colpire chi non è presente al lavoro – dichiarò l'amministratore delegato della Ctt Nord Alberto Banci in commissione -: circa il 30 per cento dei lavoratori è ampiamente al di sotto dei 250 giorni lavorati all'anno (la Regione ne chiede 260) con effetti economici pesantissimi».
La proposta avanzata dall'azienda è stata bocciata dai sindacati che la reputano inaccettabile perché «mette in discussione diritti come gli infortuni sul lavoro, la maternità e la mutua, oltre ad aumentare i carichi lavorativi senza una contropartita economica». Dal 1° ottobre l'azienda ha applicato il contratto in vigore alla ex Clap di Lucca con una decurtazione dello stipendio di circa 250 euro mensili per i lavoratori ex Cpt, causa della protesta che da giorni sta paralizzando la città.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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