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Pisa

Niente accordo sull’affitto trenta posti sono a rischio

Niente accordo sull’affitto trenta posti sono a rischio

Gli spacci dell’Azienda ospedaliera potrebbero chiudere, sindacati mobilitati Volantinaggio a Cisanello e Santa Chiara. Chiesto un incontro con le istituzioni

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PISA. Posti a rischio negli spacci degli ospedali. Con un volantinaggio a Cisanello e al Santa Chiara la Filcams Cgil di Pisa e la Uiltucs Uil «hanno fatto emergere e denunciato la grave situazione che sta investendo i trenta dipendenti». Una vicenda rispetto a cui ha lanciato l’allarme anche Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl-Forza Italia a Palazzo Gambacorti.

«Il rischio concreto - affermano Caterina Ballanti (Filcams) e Armando Melandri (Uiltucs) - è che, se tra l'Aoup e la cooperativa di consumo del circolo dei dipendenti ospedalieri (Crdo) che gestisce i bar non si raggiunge un accordo sui canoni di affitto, ritenuti non congrui rispetto ai prezzi di mercato, relativi al contratto di locazione stipulato nel 2005 e che doveva garantire la continuità almeno fino a 2017, l'Azienda ospedaliera, dovendo avviare un procedimento di revoca in autotutela, a seguito anche di rilievi formulati dalla Corte dei Conti, dovrà procedere alla risoluzione del contratto, con conseguente, anche se probabilmente momentanea, chiusura degli spacci».

«Come sindacati - proseguono Ballanti e Melandri - appena contattati dai lavoratori, abbiamo chiesto in primo luogo un incontro con la cooperativa di consumo, la quale pur evidenziando la presenza di criticità, non aveva delineato un quadro così allarmante, sottolineando la presenza di un contenzioso in atto con l'ente e dei passaggi informali che vi erano stati e che erano in corso per cercare di trovare una soluzione».

La situazione «è andata precipitando con la comunicazione ricevuta dalla cooperativa venerdì scorso, 29 novembre, in cui si evidenzia, oltre all'avvio del procedimento di autotutela, anche l'inadempimento da parte del Crdo degli obblighi contrattuali relativi al pagamento dei canoni di affitto, negato tra l'altro nel corso dell'incontro dall'affittuaria, e delle utenze».

Secondo i due sindacalisti, «quello che risulta chiaro è che se non viene trovata una soluzione, attraverso appunto un'assunzione complessiva di responsabilità, entro trenta giorni, con la revoca del contratto di locazione, avremmo altri trenta lavoratori licenziati nella nostra provincia».

«Per noi organizzazioni sindacali - sottolineano Ballanti e Melandri - appare inoltre fondamentale un altro aspetto ovvero l'inserimento da parte dell'Azienda ospedaliera, nel capitolato di concessione con il quale verrà messo a gara il servizio, della clausola sociale di salvaguardia occupazionale, unico elemento questo che garantirebbe questi lavoratori per il futuro, anche nel caso di subentro di una nuova azienda nella gestione degli spacci».

«È per questo - concludono i due sindacalisti - che abbiamo già formalizzato ai soggetti istituzionale, in particolare alla Provincia di Pisa e all’assessore Anna Romei, una richiesta di convocazione di un tavolo congiunto che veda riunite tutte le parti coinvolte, in modo da individuare soluzioni volte a scongiurare la perdita di questi posti di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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