Gli autisti fermano i bus Sarà sciopero a oltranza
Lo stop deciso contro il contratto Ctt Nord che riduce gli stipendi di 250 euro Bloccato il 90% dei mezzi, disagi per gli utenti. Lavoratori in assemblea continua
PISA. Pisa come Genova. Quella di oggi si preannuncia un'altra giornata di disagi per gli utenti del servizio di trasporto pubblico locale. Continuerà probabilmente a oltranza lo sciopero selvaggio intrapreso ieri dai dipendenti della Ctt Nord, l'azienda che riunisce il servizio di trasporto delle province di Pisa, Lucca e Livorno. Un'astensione dal lavoro non annunciata, ma «autoconvocata», spiegano i lavoratori, anche dopo la protesta intrapresa a Firenze (dove i dipendenti dell'Ataf, la società di trasporto pubblico fiorentina, nell'ambito di uno sciopero hanno dato vita ad un blocco totale, anche nelle fasce orarie garantite, per protestare contro la cessione di un ramo d'azienda decisa dall'amministrazione comunale). A Pisa lo sciopero potrebbe andare avanti a tempo indeterminato.
Al centro delle polemiche la disdetta dei contratti integrativi in vigore alla ex Cpt e la conseguente applicazione dei contratti di secondo livello della ex Clap di Lucca che ha provocato la decurtazione degli stipendi di circa 250 euro, ma anche la vetustà degli autobus e i «carichi di guida e gli archi orari più pesanti e senza una contropartita economica» che l'azienda vuole applicare. Un blocco quasi totale quello di ieri, che ha paralizzato l'intera provincia, a cui ha aderito la maggior parte degli autisti addetti al servizio urbano (erano 4-5 gli autobus in circolazione in città) e oltre il 90% del servizio extraurbano. «Un'azione – spiegano i dipendenti – per far capire i disagi dei lavoratori che andrà avanti finché istituzioni, politica e azienda non accoglieranno le nostre richieste».
A partire dalle 11, gli autobus hanno fatto rientro al terminal di piazza Sant'Antonio, dove i lavoratori si sono riuniti in assemblea. Nel pomeriggio, una delegazione di circa 40 dipendenti ha fatto irruzione in consiglio comunale ed è stata successivamente ricevuta dalla conferenza dei capigruppo. «I lavoratori sono esasperati – dice Antonio Mazza della Filt-Cgil - e le istituzioni, soci dell'azienda, devono prendersi le loro responsabilità, anche perché sono state avvisate che la situazione, prima o poi, sarebbe scappata di mano» L'azienda ha provato a calmare le acque dichiarandosi disponibile a riaprire la trattativa, che però è naufragata sul nascere. I sindacati hanno infatti respinto la proposta della Ctt Nord che si è detta «disponibile - spiega Mazza – a ridare i soldi tolti dagli stipendi di ottobre e novembre e di chiudere la trattativa entro il 31 dicembre, mantenendo però gli accordi ex Clap: una proposta inaccettabile». Per sindacati e lavoratori la trattativa può essere riaperta solo con il ritiro dell'accordo ex Clap. Richiesta che l'azienda giudica impossibile.
«L'azienda è disponibile a trattare: le porte non sono aperte, ma spalancate – dice Alfredo Fontana, presidente della Ctt Nord - Tecnicamente però non si può ritirare la disdetta del contratto integrativo, ma è possibile trovare altri accorgimenti per alleggerire la tensione. Su Pisa c'è stata un'eccessiva esasperazione, un'emulazione dei fatti di Genova che ha però poca attinenza con la nostra realtà. La nostra è un'azienda sana, dove non ci sono problemi di occupazione e di licenziamenti, che sta cercando una strada per fare un'offerta nella gara regionale (che individuerà il gestore unico, ndr), per affermare la presenza pubblica nel servizio di trasporto. L'aspetto più deprecabile della vicenda – continua Fontana - è che la protesta ancora una volta ha messo in ginocchio la città: lasciare le persone alle fermate senza sapere cosa succede è una grave scorrettezza».
I dipendenti della Ctt Nord hanno incassato anche la solidarietà dei lavoratori dell'Atac di Roma, che hanno intrapreso una battaglia contro la privatizzazione. Una delegazione è giunta a Pisa con Micaela Quintavalle, autista dell'Atac diventata il simbolo della lotta anti-privatizzazione delle società di trasporto pubblico, per sostenere la lotta dei dipendenti pisani.
Intanto si fanno i conti anche con gli sviluppi penali della giornata di ieri. Per il personale “scioperante” si potrebbe configurare il reato di interruzione di servizio pubblico. I lavoratori rischiano una denuncia e multe salatissime. «Quanto accaduto – dichiara il prefetto Francesco Tagliente – è stato documentato dalle forze di polizia e, per i risvolti penali, sarà oggetto di informativa all'autorità giudiziaria. L'argomento sarà sottoposto anche alla commissione di garanzia per gli aspetti di natura disciplinare e amministrativa».
Nel tardo pomeriggio gli autisti hanno manifestato a bordo dei loro mezzi. Un serpentone di oltre 30 bus ha attraversato il centro a passo d'uomo. Dopo una sosta sotto Palazzo Gambacorti, dove a colpi di clacson gli autisti hanno cercato di richiamare l'attenzione dell'amministrazione, i lavoratori si sono diretti al deposito di Ospedaletto dove sono rimasti in assemblea per tutta la notte.
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