Sicurezza
«Faranno politica solo ricchi e affaristi»
Il presidente Del Torto chiamato a restituire 1.800 euro. «Accanimento contro gli amministratori»
PISA. «Lo so che di questi tempi può sembrare un’affermazione forte, ma dare 5 euro l’ora a un consigliere comunale è quasi offensivo».
Ranieri Del Torto (nella foto) avvocato e presidente del consiglio comunale, per aver fatto il capogruppo del Pd nel periodo gennaio-agosto 2009 deve restituire al Comune 1.800 euro.
Non nasconde che la politica nel passato e anche di recente ha dato una pessima prova di sé nella gestione dei soldi pubblici. La sentenza della Corte dei conti che bacchetta l’indennità ai consiglieri, procedimento ancora in corso, fa il paio con la richiesta della Guardia di finanza dei rimborsi. Episodi che non dovrebbero indignare se paragonati a cene, vacanze e lauree comprate con denari della collettività.
Il presidente del consiglio comunale mette in guardia da un fenomeno che rischia di esprimere i suoi effetti più deteriori con l’esaltazione dell’antipolitica. Ritiene giusto un rimborso modesto, «ma non offensivo» per l’impegno profuso e soprattutto «chiedere recuperi a distanza di anni per discutibili interpretazioni mette a rischio l’autonomia e la libertà del politico. A tutto ciò dobbiamo ribellarci».
«Dico basta all’accanimento contro gli amministratori locali – esordisce –. Ancora una volta si punisce chi svolge con passione un ruolo fondamentale come quello di rappresentare la città e prendere delle importanti decisioni impiegando tempo ed energia».
Tradotto in soldoni il “guadagno” dei consiglieri equivale a una manciata di euro. Le commissioni durano in media 2-3 ore. I consigli comunali possono andare avanti anche per 5-6 ore.
«Non è ammissibile che chi fa politica prenda 32 euro lordi (quindi 25 netti, il gettone più economico delle città capoluogo toscane, vedi tabella in alto, ndr)) per sedute che durano diverse ore – aggiunge –. Restituire quanto percepito produce un effetto paradossale: si lavora per poter avere il privilegio di fare il consigliere comunale. I rischia di questa deriva sono che si torni a un tempo in cui solo i nobili e i ricchi sedevano nelle assemblee elettive».
Del Torto ritiene non rappresentativo un consiglio che taglia fuori una parte di città, quella rappresentata da professionisti, imprenditori e commercianti che non godono di aspettative retribuite.
«Siamo sicuri che la qualità della politica ne guadagni da consigli composti da disoccupati, pensionati e possidenti? – si chiede l’avvocato –. Non è che si ottiene l’effetto opposto di incoraggiare chi fa politica per fini personali visto che non si può garantire neppure uno stipendio di mera sussistenza?»(p.b.)
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