Sicurezza
Roberta, sentita dai carabinieri la testimone di via Gigli
La donna dice di aver visto Logli la notte della sparizione Gli inquirenti: «Fase delicata». Il marito interrogato a breve
PISA. «Siamo in una fase delicata». Di più non dicono gli inquirenti che indagano sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
L’ultima certezza è l’acquisizione a verbale delle dichiarazioni di una residente in via Gigli che dopo mezzanotte sostiene di aver visto prima una donna vestita con una tuta rosa e poi una coppia litigare. Ai carabinieri ha detto di essere uscita per andare in farmacia. Quando si è accorta che non aveva abbastanza soldi è tornata a casa e in via Gigli ha riferito di aver incontrato un uomo, a suo dire Antonio Logli, verso l’1,40-1,45 che puliva in strada nel luogo in cui la coppia stava bisticciando. Elementi già in possesso degli investigatori che hanno ritenuto di dover precisare meglio la versione della donna in vista di ulteriori approfondimenti che sono in corso. L’altra conferma che filtra dalla Procura è l’intenzione, a breve, di interrogare il marito di Roberta, indagato dall’8 febbraio 2012 per omicidio e occultamento di cadavere.
Loris Gozi, il giostraio di 36 anni, che vive in via Gigli, ha fornito due elementi a cui gli investigatori danno peso. È lui che dice di aver visto prima Antonio Logli a mezzanotte e mezzo da solo in auto in via Gigli e poi, ma è sicuro al 70 per cento, mentre litigava con una donna. «La spinse dentro e sentii un colpo forte, come se avesse battuto la testa» ha fatto mettere a verbale. Poi c'è la richiesta di informazioni che, secondo Gozi, sua moglie e la suocera, Logli avrebbe fatto il sabato 14 con una vecchia foto di Roberta. L'indagato sostiene di non essersi mai presentato a casa di Loris. Che, al contrario, afferma di essersi trovato davanti Logli con una foto della moglie chiedendo se l'avesse vista perché era sparita. Secondo gli inquirenti Logli sarebbe andato solo da Gozi, mentre lungo la strada ci sono altre abitazioni. E poi, tra le carte della Procura, c'è la simulazione dell'avvistamento notturno. Logli nega di averlo inscenato. Di contro gli investigatori hanno la certezza che il marito di Roberta abbia replicato la situazione riferita da Gozi non solo nella strada giusta, ma anche nel punto esatto indicato dal teste senza che questo elemento fosse stato inserito in atti ufficiali notificati all'indagato.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google