Il polo culturale della Limonaia rischia la chiusura
PISA. A rischio chiusura uno dei maggiori poli cittadini di diffusione culturale e scientifica. L’11 dicembre l'assemblea dei soci della Limonaia discuterà lo «scioglimento e la messa in liquidazione»...
PISA. A rischio chiusura uno dei maggiori poli cittadini di diffusione culturale e scientifica. L’11 dicembre l'assemblea dei soci della Limonaia discuterà lo «scioglimento e la messa in liquidazione» dell'associazione nata 15 anni fa per iniziativa della Provincia di Pisa e di alcuni comuni (Pisa, Cascina, Peccioli, Volterra e Montecatini Val di Cecina). In caso di chiusura, Pisa perderà un immenso patrimonio culturale, mentre per le due lavoratrici impiegate nello stabile di Vicolo del Ruschi si prospetta il licenziamento.
Circa un anno fa, la Provincia, principale contribuente dell'associazione, ha annunciato di non poter più assicurare il proprio supporto economico (circa 25mila euro annui) ed altri enti e istituti (oltre la Provincia e i Comuni ne fanno parte Università, Sant'Anna, Normale, Infn, Ente Parco Regionale) si sono staccati dall'associazione. La Limonaia, nei mesi scorsi, ha lanciato un appello e una raccolta firma per salvare l'associazione. La petizione è stata sottoscritta da oltre duemila persone, tra cui Sergio Bertolucci (Cern), Remo Bodei (Università Pisa), Gianmario Cazzaniga (filosofo), Fabiola Giannotti (Cern), Pietro Greco (giornalista scientifico), Giuseppe Longo (matematico, Normale Superiore Parigi), Adriano Prosperi (Normale Superiore) e Guido Tonelli (Cern Ginevra). Un grido d'allarme rimasto inascoltato, così come la mozione presentata a settembre dal gruppo consiliare Una città in comune-Prc, discussa solo due settimane fa ma non votata perché in consiglio comunale è mancato il numero legale.
«A meno di stravolgimenti dell'ultima ora – dice Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc -, l'11 dicembre la Limonaia chiuderà. Un patrimonio culturale verrà cancellato, senza conoscere il futuro dell'associazione e delle lavoratrici».
Oggi, in consiglio comunale, il gruppo consiliare annuncia battaglia, soprattutto per capire quale posizione il Comune intende assumere nell'assemblea dei soci. «La Limonaia è sempre stato un luogo aperto a tutti – aggiunge Anna Maria Rossi, docente del dipartimento di biologia dell'Università di Pisa -. Con la messa in liquidazione si corre il pericolo che quello diventi uno spazio per pochi». (d.r.)
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