Attenzione
Il Gioco del Ponte venga considerato quanto la Luminara
La manifestazione è poco conosciuta fuori dalla città A Tramontana e Mezzogiorno si chiede più promozione
PISA. Ma il Gioco del Ponte è una festa tutta pisana - e come tale può rimanere nei confini locali - o invece, come la Luminara, può essere un volano per attrarre turismo? Il dibattito in città si è riacceso dopo il nostro articolo di ieri in cui si raccontava come alla trasmissione “L’Eredità” di Rai1 nessuno avesse risposto esattamente a una domanda legata al Gioco.
«Nessuno ha mai investito con convinzione sulla promozione del Gioco - dice Umberto Moschini, presidente dell’Associazione Amici del Gioco del Ponte -. Si è preferito, soprattutto negli ultimi anni, pensare anche economicamente alla Luminara. Evidentemente la sfida tra Tramontana e Mezzogiorno ha poco seguito nel palazzo». Per Moschini, comunque, una promozione più attenta potrebbe dare risultati concreti per far uscire il Gioco dalle nostre mura. «Anni fa, con la guida di Davide Guadagni in qualità di comandante generale, si tentò un salto di qualità ed i risultati si stavano vedendo. Dopo quell’esperienza, però, più nulla. Perché allora non invitare qualche giornalista di importanti testate per far toccare con mano la bellezza del Gioco?».
Invece come la pensano i comandi di Mezzogiorno e Tramontana, protagonisti sul campo della manifestazione? «La nostra rievocazione è unica - dice il generale australe Paolo Orsucci - ma di difficile esportazione. Sicuramente bisogna lavorarci come si è fatto per la Luminara. E’ comunque già molto importante riportare sui lungarni i pisani come sta accadendo ultimamente». Salto che secondo il generale di Tramontana Marco Vaglini non può avvenire correndo da soli. «Se vogliamo uscire dai nostri confini bisogna pensare ad un lavoro che coinvolga tutte le manifestazioni storiche. Da qui la necessità di un albo nazionale che non esiste ancora. Una sorta di cartellone unico in cui inserire i vari eventi. A quel punto si può pensare ad una promozione massiccia. In fin dei conti solo il Palio, grazie agli ingenti investimenti della banca cittadina negli anni, ha una visibilità nazionale e anche internazionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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