Il dolore
«Buscemi intimidisce e cerca di screditare la sua ex compagna»
Stalking, l’avvocato della parte civile reagisce all’attore che aveva accusato la donna di averlo denunciato per soldi
PISA. «La mia assistita è stata sottoposta ancora una volta a un atto di prevaricazione e intimidazione».
Samantha Lotti è l’avvocato che assiste la 44enne, ex compagna dell’attore e regista Andrea Buscemi, imputato per stalking nei confronti della donna.
«Pur nell’ovvia considerazione che i processi si svolgono nelle aule di giustizia, non si può lasciare sotto silenzio la conferenza stampa rilasciata dall’attore Andrea Buscemi querelato, a suo dire, dalla mia cliente per stalking al solo ed unico scopo “di ottener soldi” – afferma il legale –. Non è giusto soprassedere dal momento che la conferenza stampa in questione ha avuto lo scopo evidente, sotto il profilo mediatico, di ribaltare- grazie alla notorietà del personaggio ed alla visibilità di cui gode -le posizioni processuali delle parti e distogliere così l’attenzione da un’imputazione socialmente spregevole».
Secondo l’avvocato l’aver pubblicizzato e dato per acquisiti fatti e circostanze, «la cui autenticità, rilevanza e validità probatoria dovrà semmai essere accertata nel processo, ha lo scopo evidente di screditare e mortificare la mia assistita sottoponendola ancora una volta ad un atto di prevaricazione ed intimidazione».
La rappresentante della parte civile non vuole dilungarsi sulla stampa nell’argomentare le considerazioni di Buscemi, secondo il quale la sua ex fidanzata avrebbe strumentalizzato la sua notorietà per opportunismo personale.
«Ritengo invece di poter puntualizzare - spiega – per dovere di cronaca giudiziaria che la parte civile alla scorsa udienza ha già fornito al giudice prova documentale atta a confutare le insinuazioni mosse dall’attore così da consentire che il processo possa, senza divagazioni, concentrarsi sull’accertamento di quelli che sono i fatti oggetto del capo di imputazione. La mia assistita è profondamente amareggiata non solo dagli articoli apparsi sulla stampa senza che quest’ultima ne verificasse in alcun modo i contenuti, ma anche per l’altrettanto inopportuna partecipazione - a detta conferenza stampa - di personaggi che nella loro duplice veste di amici ma anche di “esponenti di istituzioni cittadine come il Comune e la questura di Pisa” si sarebbero dovuti astenere da tale iniziativa in assenza di una verità processualmente accertata. La mia cliente si riserva, quindi, di valutare se sottoporre all’attenzione della magistratura tutti i comportamenti lesivi della propria reputazione e del proprio sacrosanto diritto alla riservatezza, all’identità personale ed alla protezione dei dati personali che la riguardano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google